Da Tokyo, dove si sono disputati i XVI Giochi paralimpici estivi

Ruvo di Puglia e Terlizzi festeggiano il ritorno a casa del campione Luca Mazzone

Ieri pomeriggio, in piazza don Tonino Bello. Ai festeggiamenti, curati dall'asd Avis Bike Ruvo, hanno partecipato l'assessora con delega allo Sport, Monica Filograno, e il sindaco di Terlizzi, Ninni Gemmato

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Terlizzi martedì 07 settembre 2021
di Veronique Fracchiolla
Festeggiamenti per il campione Luca Mazzone tornato da Tokyo
Festeggiamenti per il campione Luca Mazzone tornato da Tokyo © RuvoLive.it

“Chariots of fire”, la celeberrima colonna sonora di Vangelis per l’omonimo film (“Momenti di gloria”) del 1981 di Hugh Hudson, ha accompagnato il bentornato in città a Luca Mazzone, il campione di handbike che ai sedicesimi Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 ha conquistato due argenti e un oro con la Nazionale italiana di Paraciclismo.

Ad attenderlo ieri pomeriggio nella materna piazza Don Tonino Bello, su cui si affaccia la chiesa di San Giacomo Apostolo, i ciclisti, giovanissimi e non solo, dell’Avis Bike Ruvo, di cui un tempo era tesserato prima di passare al Circolo Canottieri Aniene nel 2012; amanti del ciclismo, amici, sostenitori e istituzioni.

Un omaggio su due ruote al grande campione è stato fatto anche dagli ammiratori della sua città natale, Terlizzi:  sono giunti in città in bicicletta, partendo dalla Torre Normanna.

Dal più giovane al più attempato, volevano stringere la mano o, in tempi di Covid, fare il “pugno contro pugno” con il Campione,  il “Cannibale” come è chiamato affettuosamente per sottolineare iperbolicamente la sua ardente quanto sana voglia di conquistare medaglie e di dare il massimo, di andare oltre l’impossibile, un limite che è solo mentale e spirituale, come spiegato nel libro scritto insieme a Nazareno Notarini “La prigione dell’impossibile”, presentato a Ruvo di Puglia nel 2018.

Circondato dai giovanissimi ciclisti dell’Avis Bike, Mazzone ha tenuto un discorso fondato sull’orgoglio di essere uomo del Sud, da valorizzare e far emergere,  nonché uomo di sport che gli è entrato nelle vene – Mazzone è anche nuotatore – e lo fa stare bene, donandogli tante soddisfazioni tra cui l’affetto delle persone. Un amore di cui è grato come lo è nei confronti della sua famiglia, la sua roccia.

«Con il Covid tutto è stato difficile – prosegue –, ma grazie al cielo, alla fine, si sono svolte le Olimpiadi che hanno dato agli atleti la possibilità di esprimersi e di dare un segno tangibile di positività a tutto il mondo. Le nostre gare sono il segno di un amore per la vita che va oltre la pratica sportiva. Noi diamo anche un messaggio sociale: non bisogna arrendersi agli ostacoli» non solo di natura fisica ma anche spirituale. «Dobbiamo reagire perché la vita bella e bisogna andare avanti», conclude.

Poi, come cinque anni fa, quando ritornò dai Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro, ha voluto mettere al collo di tre rappresentanti delle istituzioni le sue medaglie: i due argenti all’assessora con delega allo Sport Monica Filograno e al consigliere comunale terlizzese Michelangelo De Chirico; l’oro al sindaco di Terlizzi, Ninni Gemmato. Presente anche il consigliere comunale terlizzese Giuseppe Volpe. Dai sindaci delle due città, il Campione ha ricevuto targhe che lo onorano. A concludere l'evento l’Inno di Mameli, intonato dai presenti.

Intanto, con delibera di Giunta, l’Amministrazione di Ruvo di Puglia ha voluto omaggiare il Campione mettendogli a disposizione un premio da 3mila euro da devolvere alle organizzazioni e associazioni sportive  del territorio che promuovono l’inclusione e l’accessibilità allo sport da parte delle persone diversamente abili. Un tema, questo, molto caro a Mazzone che si dedica attivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche non solo nello sport ma anche nei luoghi della cultura e pubblici, come le spiagge, favorendo l'inclusione.

Perché Luca Mazzone è questo: forza e umanità.

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I commenti degli utenti
  • Donato ha scritto il 07 settembre 2021 alle 09:39 :

    Il nostro sindaco si mette al collo una medaglia non sua. Quella che si sarebbe meritata per aver mantenuto fede all'impegno preso per aprire una nuova isola ecologica dalla parte opposta alla città ovvero verso Molfetta, invece, può dimenticarsela come uno dei tanti impegni non mantenuti. Non si fa il sindaco solo per il presenzialismo; almeno se si vuole essere annoverati tra i sindaci buoni. Rispondi a Donato