Itet “Tannoia”: disturbi specifici dell’apprendimento e didattica a distanza

L’Itet “Tannoia”, anche in questi lunghi mesi di didattica a distanza, dimostra la spiccata sensibilità della sua comunità educante e lo fa rivolgendo uno sguardo particolare ai ragazzi con bisogni educativi speciali, con disturbi specifici di apprendimento (dsa)

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Terlizzi venerdì 29 gennaio 2021
Itet "Padre A. M. Tannoia"
Itet “Tannoia”: disturbi specifici dell’apprendimento e didattica a distanza
Itet “Tannoia”: disturbi specifici dell’apprendimento e didattica a distanza © n.c.

L’Itet “Tannoia”, anche in questi lunghi mesi di didattica a distanza, dimostra la spiccata sensibilità della sua comunità educante e lo fa rivolgendo uno sguardo particolare ai ragazzi con bisogni educativi speciali, con disturbi specifici di apprendimento (dsa).

La vita di studenti e insegnanti è cambiata, la normale quotidianità ha subìto modifiche e stravolgimenti in ogni dimensione e prospettiva. La forzata chiusura dei plessi scolastici ha imposto a tutti nuove soluzioni per continuare ad imparare. Anche l’Itet “Tannoia” si è adeguato e in ogni momento ha cercato di essere vicino ai propri alunni e alle loro famiglie.

Spesso, quando si parla di ragazzi con dsa si è portati a pensare che abbiano “dimestichezza” con la tecnologia e che siano agevolati nella didattica a distanza, ma non è sempre così. Per questo, nell’Istituto la dirigente professoressa Nunzia Tarantini ha, sin dall’inizio del nuovo anno scolastico, insistito affinché ogni caso fosse esaminato anche in rapporto a questa presunta abilità tecnologica, affidandosi alla sensibilità e professionalità dei docenti che, conoscendo i propri alunni e le loro necessità, hanno lavorato in team per calibrare adeguatamente le lezioni a distanza per ciascuna classe. Il dirigente scolastico, insieme al team digitale, ha dato unitarietà alle scelte, adottando, insieme al registro elettronico, la piattaforma “G-Suite for Education” con le sue applicazioni, per la condivisione del materiale con gli studenti, per l’accesso alle lezioni in sincrono e l’interazione tra docenti e studenti. Chi ha un disturbo specifico di apprendimento, infatti, fatica già nelle lezioni in presenza, ad organizzare i materiali, a gestire il diario, a reperire le schede. Troppi input, differenti dislocazioni dei materiali, possono rendere veramente complesso reperire le attività e dare un senso alle proposte dei docenti. In un quadro così complesso, i consigli di classe hanno provveduto a redigere materiali semplificati, inviare mappe della video-lezione svolta, ruotare per creare piccoli gruppi di studio live in cui usare un lessico più semplice e tempi più distesi per la spiegazione o la correzione del compito e “personalizzare” il processo di insegnamento-apprendimento. La lezione in sincrono è diventata un momento proficuo di coinvolgimento dei ragazzi, un momento di relazione vera, in cui l’interazione, ordinata e controllata, permette di chiarire i dubbi e avere un immediato feedback del docente. Ulteriore suggerimento è stato quello di individuare per ciascuno studente con bisogni educativi speciali e con dsa un compagno di classe con funzione di tutor dal momento che è ormai dimostrata l’efficacia, nel processo di insegnamento-apprendimento, del peer tutoring.
 

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