​Non si scherza con il fuoco!

Una ricerca condotta da World Weather Attribution (WWA) analizza come la crisi climatica stia già condizionando gli eventi meteorologici estremi

Legambiente Corato Il cigno verde
Terlizzi - lunedì 27 luglio 2020
Vasto incendio nel Bosco di Acquatetta
Vasto incendio nel Bosco di Acquatetta © MinervinoLive.it

L’estate mette a forte rischio la flora e la fauna a causa di alcuni comportamenti scorretti. Una ricerca è stata condotta da World Weather Attribution (WWA), iniziativa che unisce scienziati di tutto il mondo e analizza come la crisi climatica stia già condizionando gli eventi meteorologici estremi. In passato i loro studi avevano già portato alla luce il ruolo dei cambiamenti climatici nelle ondate di caldo torrido dello scorso giugno e nell’aumento dell’intensità delle piogge provocate da alcune tempeste.

Nei prossimi decenni il rischio di incendi boschivi in area mediterranea potrebbe aumentare a causa di condizioni climatiche più aride. È quanto conclude un articolo pubblicato sulla rivista Scientific Reports, nel quale un team che coinvolge l’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Igg-Cnr) e le Università di Barcellona, di Lisbona e della California a Irvine ha sviluppato dei modelli matematici in grado di presumere la pericolosità ed estensione degli incendi boschivi. L’Italia, durante i mesi estivi, appare il paese dei falò. Incendi e roghi dappertutto, con un doppio guasto e un doppio sperpero: interi pezzi di vegetazione, innanzitutto alberi, che si perdono, ed enormi rischi innanzitutto per le vite umane.

Da un lato ci sono i piromani di professione, autentici delinquenti, che andrebbero individuati e sanzionati, dall’altro versante, però, ci siamo noi, con i nostri comportamenti e i nostri stili di vita. Talvolta demenziali, come lasciare fiamme incautamente in luoghi aperti espone quello spazio ad eventuali incendi.

A questo punto è necessario attivare una serie di attività di prevenzione degli incendi.

La protezione antincendio si suddivide in due grandi campi: la prevenzione incendi, nota anche come protezione antincendio preventiva; la lotta contro gli incendi, nota anche come protezione antincendio attiva.

Questi due ambiti necessitano di tecniche ed organizzazioni proprie poiché ognuno di essi è diventato ormai estremamente complesso, tanto da richiedere una profonda specializzazione. Entrambi i settori perseguono tuttavia lo stesso scopo, e cioè non solo di ridurre al minimo possibile i danni economici dovuti agli incendi, ma di combattere in modo ancora più determinato la minaccia che può derivarne alle persone e agli animali. Ciò va perseguito mediante una significativa armonizzazione dei provvedimenti relativi alla protezione antincendio, sia preventiva che attiva. Quindi, è necessario: non accendere falò e fuochi nei boschi durante le scampagnate e servirsi delle apposite aree attrezzate; non abbandonare rifiuti sul terreno, perché facilmente infiammabili, riporli negli appositi contenitori della raccolta differenziata; non gettare mai mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi; nei mesi più caldi non bruciare le stoppie, la paglia e altri residui vegetali in modo incontrollato; tutti gli incendi piccoli e grandi segnalati li potete trovare su https://fires.globalforestwatch.org/ : è uno strumento per essere consapevoli della violenza del fuoco nelle varie parti del mondo con tanto di indicazione geografica e data. Si possono constatare gli spazi deforestalizzati, le emissioni inquinanti: è possibile così capire lo stato di salute del nostro Pianeta e la biodiversità mediante dati incrociati da più fonti.

Specialmente d'estate, non si scherza con il fuoco!
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