Il ricordo

«Ciao, Pino, compagno di vita e uomo di grandi ideali»

A un mese esatto dalla sua morte - avvenuta lo scorso 28 marzo - riportiamo un commosso ricordo di Giuseppe Pomponio scritto dalla moglie Anna

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Terlizzi sabato 28 aprile 2018
di La Redazione
prati
prati © n. c.

Riportiamo di seguito, a un mese esatto dalla sua morte, avvenuta lo scorso 28 marzo, un commosso ricordo di Giuseppe Pomponio - docente e preside bitontino di nascita ma terlizzese d'adozione - scritto dalla moglie Anna.

"Già docente in materie letterarie nella scuola media, ha poi svolto il compito di dirigente scolastico in varie località - rammenta in una nota biografica la professoressa Assunta De Leo -. Professionista competente, persona equilibrata, ha sempre fatto della discrezione il suo metodo di contatto con gli altri: colleghi, alunni, genitori, amici. Riservatezza e pudore non gli hanno mai impedito di proporsi con fermezza e di impegnarsi con tutte le sue capacità - onestà, concretezza, tenacia, rispetto degli altri, intuizione e sensibilità - nella costruzione di un mondo migliore. Ampio e articolato il suo background culturale che abbracciava Marx così come Don Milani, Guccini, De Gregori, Hikmet, Brecht. Uomo di scuola consapevole, ha svolto per anni un ruolo politico nella vita della nostra città come segretario del Partito Comunista locale. Di questa ideologia ha seguito le evoluzioni e le trasformazioni nel tempo facendole proprie ed elaborandole in modo personale con misura ed efficacia. Puntuale e costruttivo in ambito professionale e nei suoi ruoli sociali, nei rapporti più personali si rivelava in tutta la grandezza della sua personalità come 'persona di garbo che gioca pulito col mondo', direbbe Erri de Luca".

Queste le parole dedicategli dalla moglie Anna:

Ciao Pino, ciao.

Caro compagno di vita, marito, amico, padre esemplare, uomo dai grandi ideali,

da poco sei andato via e mi piace salutarti così:

sei stato il mio faro nella notte;

insieme abbiamo affrontato tutte le “strade” della vita, trovando sempre conforto l’uno “sulle spalle” dell’altro.

Sei sempre stato un uomo mite, semplice, coerente con i tuoi principi da “comunista” verace.

“Una vita da mediano” sembra racchiudere nel suo significato più intrinseco il tuo stile di vita.

Dirigente scolastico pronto ad interpretare le leggi lasciando comunque spazio alla comprensione delle problematiche dell’altro, con la mente “ aperta” alla valorizzazione dei docenti e del personale Ata.

Non avrai onorificenze, né pubblici riconoscimenti, ma la stima e l’affetto delle persone (docenti e non) che ti hanno incontrato e, anche dopo anni di “lontananza” dalla scuola, hanno avuto per te parole di dolcezza e tenerezza.

Vorrei dirti e scriverti tanti pensieri, ma la mia mente è annebbiata dal dolore…

Ciao… Anna

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