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«Il cartello data il menhir della Traiana al sedicesimo secolo, tra Rinascimento e Barocco...»

Ci scrive un lettore per segnalarci una inesattezza nei cartelli segnaletici dei menhir presenti sull'asse della Via AppiaTraiana, in strada vicinale Cappella del Vico

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Terlizzi lunedì 04 ottobre 2021
di La Redazione
menhir datazione sbagliata
menhir datazione sbagliata © TerlizziLive

Ci scrive un lettore per segnalarci una inesattezza nei cartelli segnaletici dei menhir presenti sull'asse della Via Appia Traiana, lungo il cosiddetto "Percorso delle piante e dei fiori", in particolare in strada vicinale Cappella del Vico. 

"Dopo anni ho fatto un giro in via Cappella del Vico - è il messaggio affidato al nostro canale whatsapp -, dove ci sono due menhir a distanza di nemmeno un chilometro. Ho scoperto, semplicemente leggendo il cartello segnaletico marrone a poca distanza, che questi monoliti vengono datati dai cartelli affissi dalle istituzioni locali niente di meno che al XVI secolo. Cioè secondo gli autori del testo questo genere di manufatto risale al sedicesimo secolo dopo Cristo. Non ho parole: in quell'epoca eravamo nel tardo Rinascimento e si avvicinava l'epoca del Barocco... Anche a voler credere a un testo incompleto - forse si voleva intendere 1600 avanti Cristo - sarebbe comunque improprio determinare una datazione precisa per questo genere di testimonianze", osserva il cittadino. 

Il percorso tematico dedicato alle piante e ai fiori, il cui fulcro è il territorio di Terlizzi, è stato realizzato a partire dal 2015 per iniziativa del Gal Fior d’Olivi in collaborazione con le amministrazioni comunali nell’ambito della misura 313 Azioni 1-2-3 del P.S.R. (Programma di Sviluppo Rurale) 2007-2013 della Regione Puglia. 

"Inoltre la didascalia sotto la dicitura 'menhir", che riporta "antica pietrafitta di confine", non è affatto appropriata in quanto non è ancora stata definita la funzione precisa dei menhir - continua il lettore -; ma la cosa che mi sembra più strana è che questo grossolano errore sia sopravvissuto per mesi e per anni senza che nessuno se ne sia accorto. E' questo il modo in cui si tutela il patrimonio culturale?", è l'interrogativo.

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