Alle 20 e 30

L'amore e le donne in Shakespeare

Stasera al Mat lo spettacolo teatrale "L'amore è bello, l'amore fa schifo"

Spettacolo
Terlizzi domenica 16 dicembre 2018
di La Redazione
tirelli
tirelli © mat

Stasera, domenica 16 dicembre, torna la stagione teatrale del Mat laboratorio urbano.

Si riparte sotto il segno di Shakespeare. Con “L’amore è bello, l’amore fa schifo (e le donne in Shakespeare)” Emanuele Tirelli porta in scena una lezione-spettacolo sul grande sentimento, nel quale mischia paradossali e tragicomiche vicende private a personaggi del Bardo e a riflessioni sul desiderio e sulla coppia di filosofi quali Deleuze, Lacan o Schopenhauer. Cosa accade all’amore e alle donne ne “La bisbetica domata”, in “Come ti piace” e in generale nella produzione di Shakespeare?

Ofelia ha pensato che l’amore fosse meraviglioso, almeno fino a quando Amleto non ha ritrattato. E pure Desdemona era innamorata di Otello, fino a quando non si è resa conto di chi fosse davvero suo marito e non è morta sotto le sue mani. Il sentimento tra Romeo e Giulietta, preso a emblema di purezza dell’amore, sincerità dell’amore, eternità dell’amore, in realtà fa in modo che i due giovani siano costretti a separarsi quasi immediatamente, e poi muoiano, entrambi. Non è andata meglio a Cordelia in “Re Lear”, ma se l’è cavata Ermione ne “Il racconto d’inverno”, però solo alla fine, e dopo una vita di spasmi.

Quella di Tirelli, per sua definizione, è una riflessione pop “con una chiave diretta e conviviale. Lo stesso Shakespeare era pop e, al Globe Theatre di Londra, del quale era socio e partecipava felicemente agli utili, i suoi spettacoli erano seguiti anche dalla parte economicamente e culturalmente più bassa della popolazione. Oggi, invece, lo consideriamo una materia pienamente comprensibile solo per le persone più colte, con la cultura che non apre alla sua bellezza ma si chiude in sé stessa: un discrimine che si discrimina da solo”.

Accanto a lui, sul palco del Mat, Ciro Staro alle musiche, mentre lo spettacolo sarà accompagnato dalle illustrazioni di Giuseppe Cristiano, tra i più grandi storyboard artist d’Europa, che ha lavorato anche a video di Moby, Madonna e Radiohead, a serie come Csi: Ny, a videogame come MadMax. Poi, o innanzitutto, c’è l’amore, che non ha definizioni nette. Che è meraviglioso e può fare davvero schifo. Può renderci splendenti, gigioni e assai forzuti. O può rappresentare la tragedia più grande, e a volte noiosa, che ci sia mai capitata.

Emanuele Tirelli è autore e giornalista. Collabora con L’Espresso, Donna Moderna, Il Mattino e Acqua&Sapone. Nel 2016 vince il Premio Angelini per l’Infanzia per un articolo sui Disturbi del comportato alimentare pubblicato su L’Espresso. Ha scritto per i settimanali il Venerdì di Repubblica e Pagina 99. Debutta nella narrativa con il racconto La tempesta perfetta inserito nella raccolta Vicolo della Ratta, Civico 14 (Mutamenti Editore, 2012); “Pedro Felipe” (Caracò Editore, 2014) è il suo primo romanzo e nello stesso anno viene trasformato anche in drammaturgia dello spettacolo omonimo prodotto da ntS’ - Nuovo Teatro Sanità di Napoli. Dal 2016 è direttore della collana “Teatri di Carta” di Caracò, per la quale ha realizzato La misura dell’errore. vita e teatro di Antonio Latella, il primo volume uscito sul regista napoletano, attualmente direttore di Biennale Teatro di Venezia.

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