Sanità e politica

Ospedale, Gemmato scrive a Emiliano: «Si ripristini la Pneumologia»

«Finché nel Nord Barese non verranno strutturati servizi adeguati degni di un presidio di Primo Livello, finché non si attueranno i contenuti della Carta di Ruvo, non si può lasciar scoperto un territorio di 200mila abitanti»

Politica
Terlizzi martedì 11 febbraio 2020
di La Redazione
intervista a gemmato
intervista a gemmato © TerlizziLive

«Questa mattina ho scritto al presidente Michele Emiliano, al direttore dell’Asl Bari Antonio Sanguedolce e al dirigente del Dipartimento Promozione della Salute per chiedere che nell’ospedale di Terlizzi siano immediatamente ripristinate le unità operative di Chirurgia Generale e Pneumologia».

Lo afferma il sindaco di Terlizzi, Ninni Gemmato, che torna a porre l’accento sulla necessità di dotare il territorio di tutti i servizi previsti dalla legge: «Finché nel Nord Barese non verranno strutturati servizi adeguati degni di un presidio di Primo Livello, finché non si attueranno i contenuti della Carta di Ruvo firmata dallo stesso presidente Emiliano quattro anni fa, non si può lasciare scoperto un territorio che conta quasi 200 mila abitanti».

«Ben vengano le unità operative di Riabilitazione, ci mancherebbe altro, resta però un dato di fatto incontrovertibile: il presidente Emiliano sta chiudendo il reparto di Pneumologia insieme a quello di Chirurgia, senza potenziare gli stessi servizi né a Terlizzi e neanche in altre strutture limitrofe. In tutto il Nord Barese, in caso di emergenze pneumologiche o chirurgiche, i pazienti acuti non possono più fare riferimento all’ospedale di Terlizzi e persino i ricoverati nell’unità operativa di Medicina, in caso di complicanze pneumologiche o chirurgiche, non troverebbero più gli stessi servizi per acuti garantiti fino a qualche mese fa e sarebbero costretti a pericolosi trasferimenti».

«Non si può giocare con le parole quando si parla della salute dei cittadini. La verità è che il presidente Emiliano sta trasformando lentamente il “Michele Sarcone” in un ospedale che non può fare più l’ospedale e ciò, lo ripeto ancora una volta, senza potenziare altre strutture limitrofe. Questa è la realtà che si vive oggi sul territorio, fingere di non vederla o tentare di camuffarla con altro, significherebbe davvero offendere i cittadini, i pazienti e gli operatori. Né si capirebbe perché al momento della chiusura dei due reparti, l’Asl Bari aveva riferito di una sospensione dei ricoveri temporanea».

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