Ieri sera l'incontro "Dalla sansa al biometano"

Centrale a biomasse, Sorgenia: «L'impianto non utilizzerà rifiuti di origine domestica»

Ninni Gemmato: «È stato solo un primo incontro pubblico di approfondimento: stiamo già lavorando ad altri focus dedicati a questioni più specifiche»

Politica
Terlizzi martedì 14 gennaio 2020
di La Redazione
Centrale a biomasse, Sorgenia: «L'impianto non utilizzerà rifiuti di origine domestica»
Centrale a biomasse, Sorgenia: «L'impianto non utilizzerà rifiuti di origine domestica» © comune di terlizzi

"Il biometano avanzato rappresenta una soluzione strategica riconosciuta e supportata sia dallo Stato, sia dalle più autorevoli associazioni ambientaliste nazionali per contrastare il fenomeno del surriscaldamento del pianeta. Il biometano liquido che Sorgenia Bio Power srl vorrebbe produrre a Terlizzi sarà italiano, sicuro e sostenibile sul piano ambientale in quanto prodotto totalmente da fonti rinnovabili e quindi alternativo ai derivanti fossili del petrolio. Si tratta di una tecnologia matura, già implementata in tutta Europa, capace allo stesso tempo di offrire alle imprese del settore agricolo un’opportunità per smaltire efficacemente e in maniera pulita i sottoprodotti organici".

Così - in una nota - l'amministrazione comunale commenta l’incontro pubblico «Dalla Sansa al Biometano» che ieri sera ha ospitato a Terlizzi le relazioni scientifiche di Lorenzo Recchi, responsabile del progetto biometano di Sorgenia Bio Power srl; Vito Pignatelli responsabile Laboratorio biomasse e biotecnologie per l'energia dell’Enea; Gennaro Sicolo, presidente dell’Organizzazione produttori olivicoli “Oliveti Terre di Bari”.

Moderato dal giornalista Onofrio D’Alesio, direttore responsabile di Antenna Sud, l'incontro è iniziato con i saluti del sindaco Ninni Gemmato: «È stato solo un primo incontro pubblico di approfondimento - sottolinea il sindaco -: stiamo già lavorando ad altri focus dedicati a questioni più specifiche che ieri, al netto di qualche evidente forzatura o strumentalizzazione politica, sono state poste in maniera seria da cittadini, associazioni, produttori agricoli e altri portatori d’interesse diffuso. Il confronto dunque non si esaurisce al dibattito di ieri sera, a conferma della volontà dell’amministrazione comunale di informare la cittadinanza, condividere le scelte e trovare il giusto equilibrio che contemperi esigenze che sono diverse ma non necessariamente in contrapposizione tra loro: l’interesse di un’impresa privata che intende investire sul territorio, quello degli agricoltori, quello degli ambientalisti e quello della pubblica amministrazione che rappresenta la collettività sopra tutti».

"L’impianto è di quelli alimentati principalmente con sansa di olive e in parte anche pollina e resti di ortofrutta - continua il comunicato di Palazzo di Città -. Potrà usare anche residui di potatura provenienti da serre florovivaistiche offrendo alle aziende del posto un canale alternativo ad altre forme di smaltimento di questi sottoprodotti. Rigettate, invece, le posizioni di chi continua a insinuare che l’impianto tratterà rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata urbana. Lorenzo Recchi di Sorgenia ha categoricamente smentito ogni possibilità che l’impianto possa utilizzare rifiuti di origine domestica: «Non è possibile per il semplice fatto che la tecnologia prevista è totalmente diversa. Il progetto per Terlizzi parte da una tecnologia tradizionale - il biogas agricolo - cui aggiunge elementi di innovazione. Trattando la sansa, non solo produrremo concime che verrà utilizzato dagli agricoltori locali, ma anche bio gnl, carburante 100% ecosostenibile, che potrà essere utilizzato dai mezzi di trasporto locali e CO2 liquida per uso agricolo o industriale. Siamo dunque in presenza di un impianto che cattura più anidride carbonica di quella che emette».

"In uscita, l’impianto Sorgenia produrrà biometano liquefatto destinato ai trasporti come sostituto «pulito» di altri carburanti tradizionali - fa sapere l'amministrazione -. Inoltre, il cosiddetto digestato residuale potrà essere utilizzato come fertilizzante per le colture agricole. Le aziende agricole, dunque, avranno una straordinaria opportunità di ridurre i costi di smaltimento dei sottoprodotti agricoli, ha sottolineato Gennaro Sicolo. Si tratta di un impianto totalmente sostenibile sul piano ambientale (sottrae dall’ambiente anidride carbonica) e che di fatto non genera cattivi odori (la sansa sarà stoccata all’interno di ambienti protetti). Bassissimo anche l’impatto sulla viabilità (si stima un’incidenza media di tre/quattro camion al giorno in totale). Nella sua relazione, l’esperto di biotecnologie Vito Pignatelli ha evidenziato che «il digestato che residua dal processo di produzione non è considerato dalla legge un rifiuto ma un ammendante utile per le colture agricole. Il biometano - ha aggiunto il ricercatore dell’ENEA - è un prodotto versatile e flessibile, del tutto identico al gas naturale, utilizzabile come combustibile o come carburante con tecnologie mature ed ampiamente diffuse e collaudate. In Europa esistono numerose e positive esperienze di produzione e utilizzazione di biometano».

Importanti le considerazioni fatte anche sulla localizzazione del sito, previsto a qualche centinaio di metri dalla via Appia-Traiana. Anche su questo è intervenuto Recchi di Sorgenia: «La scelta del sito di Terlizzi per realizzare l’impianto, oltre che essere ottimale per l’assenza di vincoli, risponde alle esigenze dei produttori di olive: in tal modo, infatti, la sansa viene trasformata e riutilizzata, dando vita a un vero esempio di economia circolare».

"Da parte dell’amministrazione comunale sarà massima l’attenzione sulla localizzazione dell’impianto - si conclude la nota -. È necessario, infatti, che l’eventuale presenza del sito Sorgenia sia non soltanto conforme a tutte le norme di legge in materia, ma si collochi anche in maniera coerente con il contesto produttivo-economico che lo circonda e armoniosa col paesaggio attorno, nel rispetto dei processi di valorizzazione storico-culturale che interessano l’area immediatamente circostante. Non a caso l’iter autorizzativo coinvolgerà altri enti quali Regione Puglia, Città Metropolitana di Bari, Asl (Azienda Sanitaria Locale), Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) , Vigili del fuoco e Sovrintendenza archeologica di Bari".

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