L'intervento

Centrale a biomasse, Puliamo Terlizzi: «La procedura autorizzativa non può essere comunale»

L'associazione ambientalista chiama all'appello con una "istanza di partecipazione" gli «enti che potrebbero essere coinvolti nella procedura autorizzativa per l'acquisizione di pareri mediante lo strumento della conferenza»

Politica
Terlizzi venerdì 10 gennaio 2020
di La Redazione
Una centrale a Biomasse
Una centrale a Biomasse © n.d.

Prosegue il dibattito attorno alla centrale a biomasse che l'amministrazione comunale vorrebbe prossimamente realizzare - in collaborazione con Sorgenia srl - in strada Monserino, sulla via per Mariotto.

Puliamo Terlizzi, in proposito, "in qualità di associazione portatrice di interessi ambientali e collettivi", chiama all'appello gli "enti che potrebbero essere coinvolti nella procedura autorizzativa per l'acquisizione di pareri e assensi mediante lo strumento della conferenza dei servizi (Regione Puglia - Servizio Energia e Fonti Alternative e Rinnovabili, Città Metropolitana di Bari - Servizio Ambiente, Arpa Puglia, ASL Bari, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari, Soprintendenza Archeologica di Bari, Comne di Terlizzi)".

L'associazione ambientalista terlizzese ha trasmesso nella giornata di ieri, infatti, la relativa istanza di partecipazione. "Concordiamo con la posizione del Circolo Legambiente di Terlizzi a riguardo del fatto che l'impianto in questione non vada assentito con Procedura Abilitativa Semplificata (Pas) ma con Autorizzazione Unica di competenza sovracomunale (circostanza avvallata da alcune recenti sentenze del Consiglio di Stato), bene quindi la richiesta di annullamento. Riteniamo altresì che un impianto industriale di questa portata non possa essere realizzato su un suolo agricolo e necessiti di un'approfondita valutazione che coinvolga tutte le componenti sociali, politiche ed economiche della città", recita un comunicato di Pt.

"In attesa del forum del 13 gennaio, aperto alla cittadinanza, continuiamo ad acquisire informazioni tecniche e pareri sul funzionamento e sull'impatto che l'impianto, con una superficie di 5 ettari, avrà su un territorio agricolo limitato e ulteriormente ridotto all'osso dal consumo di suolo e dalle altre molteplici forzanti antropiche", conclude il collettivo.

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