La nota

Fratelli d'Italia: «Il riordino ospedaliero di Emiliano sancisce la morte del Sarcone»

Il direttivo terlizzese del partito: «La chiusura del pronto soccorso e di tutti i reparti di diagnosi e cura delle patologie acute ci toglie per sempre persino il titolo di ospedale»

Politica
Terlizzi lunedì 08 luglio 2019
di La Redazione
Fratelli d'Italia, conferenza stampa in ospedale
Fratelli d'Italia, conferenza stampa in ospedale © ninni gemmato

Il direttivo di Fratelli d'Italia interviene per censurare il piano di riordino ospedaliero recentemente approvato dalla giunta regionale, che - si legge in un comunicato del partito - "sancisce definitivamente la morte dell'ospedale di Terlizzi, trasformandolo in un centro di riabilitazione".

"La chiusura del pronto soccorso e di tutti i reparti di diagnosi e cura delle patologie acute ci toglie per sempre persino il titolo di ospedale - osserva FdI -. Un polo medico chirurgico di comprovata efficienza e validità dimostrata in decenni di storia sanitaria del territorio del nord barese viene cancellato da un atto burocratico che tiene conto solo di logiche politico-economiche e di campanile. Nessuna condivisione, nessuna partecipazione, nessuna valutazione concreta. Una decisione scellerata di un manipolo di tecnici politicizzati e politici incompetenti, Emiliano in testa, che dimentica completamente una vasta area del territorio regionale delegando la sanità del nord barese alla fede ed alle preghiere dei pazienti", rileva il partito del sindaco.

"Già questo sarebbe molto grave e preoccupante ma non è tutto - prosegue la nota -. Il presidio di Molfetta, ospedale di base, ridimensionato ulteriormente, non potrà garantire assistenza , pronto intervento e ricoveri adeguati all'utenza del territorio. Troppo sottodimensionato e male organizzato per un carico di lavoro che triplicherà. L’ospedale di Corato, premiato a Primo Livello ma solo sulla carta, non è certamente idoneo a garantire l'assistenza specialistica e superiore che il piano prevede. Nessun adeguamento strutturale è stato compiuto, nessun reparto d'emergenza con rianimazione o terapia intensiva coronarica ha visto la luce. E nessuna prospettiva reale e concreta viene manifestata", osserva FdI.

"Insomma un territorio che torna al medioevo sanitario, punito da non chiare logiche di partito e, forse, elettorali. La responsabilità esclusiva di questo governo regionale è totale, nessuna scusa è accettabile. La Carta di Ruvo con tutti i successivi atti formali e di confronto è stata completamente disattesa, scomparsa nelle vane parole di un governatore allegro avvezzo alla promessa facile, all’accordo di facciata, e, allo stesso tempo, all’amnesia cronica selettiva. La condivisione e la volontà di ragionare insieme per il bene del nostro territorio si è persa in qualche tavolo stretto ed irresponsabile", accusa il partito. "Fratelli d'Italia aveva visto bene già alla presentazione della bozza del piano sanitario. Ci sono stati numerose manifestazioni, interrogazioni regionali, ordini del giorno in consiglio comunale, flash mob, visite presso gli ospedali con i rappresentanti istituzionali, purtroppo opposizione politica. Nessuna risposta. Anzi la risposta è stata l'approvazione di questo piano assurdo e vergognoso!"

"Nel contempo alcuni esponenti locali del Partito Democratico si permettono di scaricare la responsabilità sull'amministrazione Gemmato invitando il sindaco a concordare una proposta comune da inviare al governatore Emiliano al fine di evitare il completo smantellamento. Sembra davvero una farsa. Chi è stato responsabile e complice di questo epilogo, oggi cerca di riabilitare se stesso e i suoi parenti politici con una semplice letterina ad un destinatario sbagliato. Tardivo ed offensivo!", leva gli scudi Fratelli d'Italia. "Siamo certi che il sindaco Gemmato, con forza e per quanto nelle competenze della sua amministrazione, farà il possibile per garantire una assistenza ospedaliera adeguata ai propri cittadini", conclude il comunicato del partito, che annuncia: "Fratelli d'Italia non assisterà immobile all'omicidio del Sarcone".

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