Il sindaco si scaglia contro l'opposizione

Processo Servizi locali, assolti i due dirigenti imputati. Gemmato: «Il tempo è galantuomo»

Il verdetto, pronunciato dal giudice Giulia Pavese nel dibattimento del 14 marzo scorso presso il Tribunale di Trani, dice che "il fatto non sussiste"

Politica
Terlizzi domenica 17 marzo 2019
di La Redazione
Aula di tribunale
Aula di tribunale © n.c.

Il sindaco di Terlizzi Ninni Gemmato commenta la sentenza del processo Servizi Locali, in cui erano imputati due dirigenti del Comune di Terlizzi, Francesca Panzini (all'epoca dei fatti contestati a capo del settore finanziario) e Francesco Gianferrini (Ufficio tecnico).

Il verdetto, pronunciato dal giudice Giulia Pavese nel dibattimento del 14 marzo scorso presso il Tribunale di Trani, dice che "il fatto non sussiste", dunque i dirigenti sono assolti. Alla società Servizi Locali spa di Novara l'amministrazione Gemmato aveva affidato nel 2013 il servizio di elaborazione, stampa e postalizzazione degli avvisi di pagamento della Tarsu.

"Questa sentenza zittisca tutti - esordisce la nota del primo cittadino, riferendosi all'opposizione - perché conferma la trasparenza e la totale correttezza della nostra amministrazione comunale, della maggioranza che la sostiene e dell’intera macchina amministrativa".

"Il tempo è galantuomo - continua Gemmato -. Da tempo a Terlizzi c’è qualcuno che armeggia continuamente temi giudiziari per proiettare ombre sull’onorabilità delle persone, sollevare polveroni di discredito e per trarne profitto politico".

Ma - secondo il sindaco - si tratta dei "soliti noti che in Consiglio Comunale parlano a metà, per confondere e non per chiarire. Sono quelli che sui social scrivono per insinuare, senza mai dimostrare. Sono i mestieranti della politica, quelli che confezionano sospetti a tavolino".

"Sono gli spacciatori di odio, i professionisti del dubbio venduto come surrogato della legalità, gli animatori di petizioni sedicenti popolari, gli ex onorevoli promotori di interrogazioni parlamentari, gli urlatori di offese e calunnie di ogni genere", continua lo j'accuse del sindaco. "Eppure, sono gli stessi che affidarono i soldi dei terlizzesi alla Censum. Sono i colleghi di partito dell’allora amministratore delegato della Censum. Figli sfacciati di una stagione politica, archiviata da due sonore sconfitte elettorali, che la storia di questa città ricorderà solo per le 'cartelle pazze'".

"Costoro non diano più lezioni di legalità a nessuno, non se lo possono permettere", conclude.

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