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Processo Censum, Panzini condannata a 3 anni e 6 mesi e interdetta "in perpetuo" dai pubblici uffici

Il processo di primo grado si è concluso nel pomeriggio, dopo molte ore di dibattimento. 5 anni di reclusione per Vito Redavid

Politica
Terlizzi mercoledì 09 gennaio 2019
di Gianpaolo Altamura
il maltolto, libro sullo scandalo censum
il maltolto, libro sullo scandalo censum © città civile

Nel pomeriggio, attorno alle 16 e 30, è arrivata l'attesa sentenza di primo grado del processo Censum.

Francesca Panzini è stata condannata presso il Tribunale di Trani a 3 anni e 6 mesi per peculato. L'attuale dirigente del I settore del Comune di Terlizzi, in carica già all'epoca dei fatti contestati, dovrà sostenere anche il pagamento delle spese processuali.

L'altro imputato Vito Redavid è stato condannato per il medesimo capo di imputazione - peculato - alla pena di 5 anni di reclusione e al pagamento delle spese processuali. Entrambi gli imputati sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici.

Il Tribunale ha contestualmente ordinato la confisca dell'equivalente di 1.115.084,30 euro "costituente il profitto del reato [...] da eseguirsi in solido sui beni nella disponibilità degli stessi".

Francesca Panzini dovrà inoltre risarcire i "danni cagionati" all'associazione politica Città Civile, costituitasi parte civile nel processo.

Sia Vito Redavid sia Francesca Panzini sono stati assolti dal reato di tentata concussione e di abuso di ufficio in concorso perché il fatto non sussiste.


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