Prossima seduta il 21 novembre

Il processo Censum si aggiorna con l’esame dell’imputata Panzini

Nel corso dell’udienza di mercoledì 7 novembre la dirigente del settore Servizi Finanziari e Risorse del Comune di Terlizzi ha reso dichiarazioni spontanee

Politica
Terlizzi venerdì 09 novembre 2018
di Michele Colaleo
Aula di tribunale
Aula di tribunale © n.c.

Prosegue il processo penale di primo grado per la vicenda Censum, nel quale figurano come imputati Francesca Panzini, dirigente comunale del I Settore, e Vito Redavid, legale rappresentante della società Censum in qualità di presidente del consiglio d’amministrazione della stessa.

Durante la sessione di mercoledì 7 novembre presso il Tribunale di Trani, Panzini si è avvalsa della possibilità di rendere dichiarazioni spontanee, finalizzate a chiarire la sua posizione davanti all’accusa prima della conclusiva udienza di discussione.

La dirigente comunale deve difendersi, come è noto, dalle ipotesi di reato di tentata concussione, peculato ed abuso d’ufficio nella gestione e riscossione dei tributi comunali. Gli stessi capi d’accusa sono rivolti anche a Redavid, il quale deve risponderne come legale rappresentante della Censum spa, la società di gestione in concessione della riscossione delle entrate pubbliche operante a Terlizzi ai tempi dei fatti contestati.

L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza nell’ambito degli accertamenti sulle cosiddette “cartelle pazze, si concentra in particolare sugli anni 2008, 2009 e 2010, nei quali si è registrato un notevole ritardo nel transito dei tributi incassati dalla Censum al Comune.

A questa dilatazione dei tempi si aggiunge l’ipotesi dell'accusa secondo cui tra il 2011 e il 2012 la Censum si sarebbe appropriata indebitamente di 1.2 milioni di euro di tasse, mai versati di fatto all’ente comunale, che in seguito ha deciso di rinnovare per sei mesi il contratto di concessione alla Censum, in scadenza a fine 2012.

Al 2017 risale un giudizio della Corte dei Conti che obbliga la dirigente Panzini a risarcire il Comune con una somma di 136 mila euro di danni erariali. La condanna è stata il risultato di un’indagine contabile parallela al processo penale, che ha evidenziato come Panzini abbia avuto una responsabilità oggettiva nella predisposizione di liquidazioni a favore della Censum ritenute ingiustificate dai giudici, in quanto corrisposte per prestazioni già comprese nel contratto di affidamento del servizio.

La vicenda processuale sembra ora avviarsi verso la sentenza di primo grado. Nella prossima udienza del 21 novembre è prevista la requisitoria del pm e le conclusioni di Città Civile, costituitasi parte civile e rappresentata dall’avvocato Michele Di Pinto. Il 5 dicembre, infine, sono attese le conclusioni dell’avvocato Mendicini, rappresentante del Comune di Terlizzi - costituitosi parte civile solo contro Redavid - e le discussioni difensive degli imputati, al termine delle quali verrà letto il dispositivo di sentenza.

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