Mozione consiliare presentata il 28 aprile

L'opposizione: «Perché il Comune concede per anni a un privato un fondo rustico a 50 euro al mese?»

La minoranza solleva il caso del terreno affidato a un cittadino terlizzese «senza alcuna evidenza pubblica» dal 2018

Politica
Terlizzi martedì 04 maggio 2021
di La Redazione
opposizione
opposizione © n. c.

L'opposizione consiliare di Terlizzi solleva il caso del fondo rustico concesso in comodato d'uso a un cittadino terlizzese per un canone mensile di 50 euro. Il terreno si trova in Contrada Traccia Cardellina ed è stato affidato al privato per cinque anni dall’8 marzo 2018 a fronte di una richiesta fatta l'11 maggio dell'anno precedente. 

“All’uopo, fu stipulato un contratto in forma di scrittura privata che impegnava il comodatario a fare in modo che sulla proprietà concessa in uso non potessero insorgere diritti di terzi, variazioni delle servitù attive o passive, sconfinamenti e quant'altro potesse ingenerare variazioni della cosa concessa in affitto”, si legge nella mozione consiliare presentata il 28 aprile e firmata da Michelangelo De Chirico, Mariangela Galliani, Michele Grassi, Roberto Lusito, Gaetano Minutillo, Nicola Morrone, Giampaolo Sigrisi e Giuseppe Volpe. “Il comodatario, altresì, dichiarava di conoscere il terreno e di ritenerlo idoneo alle coltivazioni che avrebbe inteso effettuare. Lo stesso contratto poneva espresso divieto al comodatario di apportare qualsivoglia modifica o eseguire miglioramenti fondiari, addizioni o trasformazioni dell'attuale sistema di coltivazione del fondo salvo consenso preventivo del comodante, da rilasciarsi per iscritto a pena di nullità”. 

L'affidamento del fondo rustico, dove il Comune di Terlizzi aveva provveduto a piantumare alberi di ulivo, è avvenuto “in parola”, continua l'opposizione, “senza alcun procedimento ad evidenza pubblica e senza escludere l’esistenza di eventuali altri interessi”. Successivamente l'affidamento è stato peraltro esteso a dieci anni, oltre i cinque iniziali, “in assenza di gara”, precisa l'interpellanza. 

“Sul fondo rustico sono stati eseguiti lavori di costruzione di opere edili, apparentemente assimilabili a serre, che sembrano incompatibili con la destinazione urbanistica del bene e con la natura pubblicistica del provvedimento di affidamento in comodato d’uso”, osservano i consiglieri. Il 14 aprile scorso, tuttavia, il dirigente tecnico del Comune ha disposto con ordinanza specifica la “sospensione immediata dei lavori consistenti nella installazione di serre mobili stagionali e di vasca metallica per recupero acque all’interno del suolo”. Tuttavia, considera l'opposizione, “ogni ritardo rispetto alle determinazioni definitive espone l’Amministrazione Comunale al rischio di ulteriori violazioni, incluse quelle relative ad eventuali inadempienze a quanto stabilito nella ridetta ordinanza, con l’aggravio che ciò generi i presupposti per contenziosi, con conseguente ulteriore ripercussioni patrimoniali sui bilanci dell’Ente e danno erariale”. 

“Quanto premesso appalesa l’urgenza di intervenire per richiamare l’attività della Amministrazione Comunale al rispetto dei principi dell’evidenza pubblica nella concessione di un bene pubblico in uso o in comodato, poiché l’assegnazione diretta della gestione non è coerente con i principi dell’ordinamento giuridico, anche quando non siano presenti richieste di utilizzo del bene”, giudica la minoranza consiliare, per cui “l'evidenza pubblica è lo strumento giuridico per l’assegnazione dei beni e la pubblicità costituisce l’offerta al pubblico per la presentazione di proposte, avendo lo scopo di sollecitare il privato eventualmente silente. I beni pubblici vanno concessi attraverso una procedura aperta, comparativa, trasparente mediante un interpello del mercato, trattandosi sempre di una risorsa che appartiene alla Comunità e che la Pubblica Amministrazione è chiamata, appunto, ad amministrare nell’interesse pubblico, di tutti”. 

“La violazione delle regole procedimentali, l’assenza di pubblicità di sorta dell’iniziativa, il difetto di previa attività istruttoria di verifica della legittimazione del singolo richiedente, l’omessa valutazione della rilevanza sociale dell’intervento, la mancata disamina di altre analoghe richieste di compartecipazione pervenute all’Amministrazione costituiscono profili di violazione delle regole di condotta, che rientrano comunemente nella disciplina regolamentare attinente all’erogazione dei contributi, disposta dall’art. 12 della legge sul procedimento amministrativo, strumentale ad ogni assegnazione di un’utilità, alias bene pubblico. L’affidamento o concessione o comodato di terreni di proprietà pubblica, ovvero di concessione in comodato gratuito e a tempo indeterminato di terreni comunali, senza evidenza pubblica, viola i principi fondamentali dell’ordinamento comunitario e dei principi generali in materia di contratti pubblici che richiedono lo svolgimento di procedure di selezione del contraente, al fine di garantire la trasparenza, l’imparzialità e il buon andamento”,, valuta l'opposizione. 

“I beni demaniali e quelli appartenenti al patrimonio indisponibile, infatti, sono caratterizzati da un nesso inscindibile con la finalità pubblica”, continuano i consiglieri, secondo i quali “è quanto mai urgente evitare manovre speculative e rafforzare la «funzione sociale e pubblica» degli immobili di proprietà comunale, anche attraverso un più attento monitoraggio pubblico della gestione patrimoniale che assicuri maggiore trasparenza. È, altresì, urgente, dare avvio alla stesura di un regolamento che disciplini le fattispecie concernenti la concessione di diritti personali di godimento sugli immobili comunali”. 

In conclusone l'interpellanza chiede alla giunta comunale di “attivare tempestivamente tutte le opportune misure di competenza, volte ad introdurre forme capillari ed efficaci di monitoraggio, di controllo e di governo pubblico della gestione e della concessione di diritti personali di godimento sul patrimonio immobiliare e demanio comunali, garantendo un equo contemperamento tra l'esigenza di assicurare la maggior 'funzione sociale' e di 'interesse pubblico' del citato patrimonio, a vantaggio, soprattutto, delle fasce di popolazione deboli, e quella di favorire un'adeguata valorizzazione dello stesso, anche a tutela di un'effettiva e strutturale stabilità finanziaria dell’Ente proprietario" e "a predisporre ogni opportuna iniziativa, anche di carattere regolamentare, volta ad eliminare le criticità denunciate in premessa e ad assicurare un quadro regolatorio certo ed uniforme in materia di concessione di diritti personali di godimento sul patrimonio immobiliare e demanio comunali", nonché "a riferire al Consiglio Comunale con periodicità bimestrale sull’andamento della gestione in argomento, con particolare riferimento a introiti, affidamento/concessioni e manutenzione".

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