Volley, Francesco Del Vecchio si racconta

«Ho avuto la fortuna di giocare a pochi chilometri da casa, e posso contare sul supporto e sulla carica che mi danno i miei cari».

Volley
Terlizzi sabato 28 gennaio 2012
di Francesco Pittò
© n.c.
Per la pallavolo terlizzesse, per i 1000 e più tifosi, per la dirigenza e per lo staff tecnico e per chi l'ha cresciuto portandolo sui campi del volley è il “Golden boy”. Staimo parlando di Checco DeL Vecchio il laterale classe '87 attualmente in forza alla Pallavolo Molfetta militante nel campionato di A2.

La sua avventura pallavolistica inizia a 13 anni con il campionato under 15. L'esordio in prima squadra avviene nel mitico Palagarofani l'ormai “abbandonato” vecchio palasport terlizzese il 17 novembre 2001 in Megaton Terlizzi-Foggia e la sua prima partita intera da titolare la gioca con mister Viterbo nel girone di ritorno dello stesso campionato il 9 marzo 2002 in terra dauna con il sodalizio terlizzese che esce sconfitto con il punteggio di 3-1. Da quel giorno la società terlizzese scommette su Francesco Del Vecchio e anche grazie a questa scommessa sui giovani talenti terlizzesi l'escalation porta il volley rossoblu dalla serie D alla promozione in A2 conseguita il 26 aprile 2008.
Il classe '87 ha vestito la maglia rossoblu per nove stagioni tra serie C e B1 per poi passare ai colori biancorossi prima del Gioia (A2 stagione 2009-2010) e successivamente della Pallavolo Molfetta, in B1 nella passata stagione e in A2 nel campionato targato 2011-12.

Francesco, terlizzese “doc” porta il volley e la sua città nel suo cuore e si racconta:

Che cos'è la serie A per te?
Da Terlizzese è un sogno visto che Terlizzi ha sognato la serie A.Da giocatore la serie A è un punto d'arrivo anche se io punto sempre a far meglio lavorando e allenandomi.

Dove può arrivare questo Molfetta?
Dobbiamo prima centrare il traguardo salvezza e ormai mancano pochi punti, poi tutto ciò che verrà è di guadagnato e questo Molfetta sta facendo bene e può far bene perchè l'ambiente c'è e perchè la società ha lavorato bene sul mercato.

Hai la serie A a pochi chilometri da casa. Quanto è determinante per un giocatore essere vicino ai propri affetti?
Penso che per tutti gli ambiti lavorativi, essere vicino casa ti dia serenità. Finora, ho avuto la fortuna di giocare a pochi chilometri da casa, e posso contare sul supporto e sulla carica che mi danno i miei cari. Però sarei disposto ad accettare delle esperienze anche lontano dagli affetti, infondo sono solo nove mesi.

Parliamo del tuo passato dei tuoi anni a Terlizzi dell'anno a Gioia e dello scorso anno a Molfetta. Quale sarà la stagione indelebile nella tua mente?
L'anno più importate è stato l'anno della promozione in serie A con il Terlizzi, stagione in cui seppur partendo dalla panchina mister Alessandro Lorenzoni mi ha dato moltro spazio ed ho dato un grande contributo alla promozione conseguita sul campo dal Terlizzi anche se poi non l'abbiam disputata. E' stato un anno eccezionale e pensare che non eravamo i favoriti.

Che cos'è il volley per te?
Inanzitutto una passione. Poi la pallavolo permette di guadagnare qualcosina anche se la crisi sta colpendo anche il volley e purtoppo tra A2 e B1 ci sono solo due società Molfetta e Castellana entrambe di A2 mentre sino a tre stagioni fa i numeri erano altri. Comunque la pallavolo è una passione che mi ha preso sin da piccolo e al volley devo molto. Ho conosciuto la mia ragazza sui campi di gioco e ringrazio anche chi mi ha portato sui campi del volley inculcandomi questo sport. Ovvero un amico e dirigente del volley terlizzese che porta il mio stesso nome di battesimo.
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