Poesia in trasferta

Pasquale Vitagliano presenta il suo "Del fare spietato" a Milano e Torino

L'autore incontrerà il pubblico nelle due città rispettivamente il 23 e il 25 ottobre

Cultura
Terlizzi domenica 20 ottobre 2019
di Michele Colaleo
Pasquale Vitagliano
Pasquale Vitagliano © TerlizziLive

"Del fare spietato", l'ultima fatica letteraria in versi di Pasquale Vitagliano, torna a far parlare di sé.

L'opera del poeta terlizzese, edita da Arcipelago Itaca e dedicata a letterato lombardo Gianmario Lucini, è stata già presentata il 7 marzo scorso presso la Biblioteca Comunale.

In quell'occasione, la lettura di alcuni dei sessantuno componimenti che danno corpo al volume ha scandito il ritmo di un dialogo appassionato con Vittorino Curci, poeta e sassofonista nato a Noci e curatore per "Repubblica Bari" della "Bottega della poesia", una rubrica che dà spazio a testi originali ed inediti inviati dai lettori alla redazione barese del quotidiano nazionale.

Dopo questo primo incontro col pubblico, Vitagliano darà un saggio del suo "fare spietato" anche in trasferta.

La prossima settimana, infatti, vedrà il poeta impegnato in due presentazioni in libreria, prima a Milano, poi a Torino.

Nello specifico, l'autore sarà nella "Libreria popolare" della città meneghina il prossimo mercoledì 23 ottobre. Qui dialogherà con la poetessa Maddalena Capalbi e con la giornalista di "Oggi" Cristina Bianchi a partire dalle 18.30.

Venerdì 25 ottobre, invece, Vitagliano sarà ospite assieme al poeta Luca Artioli della rassegna torinese "Poeticilibri", curata dal poeta e animatore Max Ponte presso la "Libreria Belgravia".

Obiettivo della rassegna, giunta alla sua tredicesima edizione, è quello di incentivare il dialogo e la discussione pubblica con gli autori, in un contesto intimo che dia spazio ad una poesia intesa come ricerca, lavoro linguistico e selezione tematica.

"Senza un linguaggio tutto sarebbe andato perso", scrive Vitagliano. Perché il linguaggio è la casa dell'essere. Perché i limiti del linguaggio sono i limiti del mondo, che sussiste solo se può esser detto. Incontrarsi per parlare di linguaggio (poetico, letterario, quotidiano, romanzato) è quindi necessario: per non perdersi, per ricordare di esser presenti al mondo e di avere un'identità che ci de-finisce.

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