Un'impronta terlizzese al Folkest 2007. È quella degli Omphalos

La partecipazione del gruppo terlizzese ad una delle più importanti rassegne musicali dell’intera Europa nel suo ambito culturale e una delle più significative in Italia.

Cultura
Terlizzi sabato 14 luglio 2007
di Nicolò Marino Ceci
© n.c.

È in corso di svolgimento il “Folkest” – Festival internazionale del folk: il festival è ormai gloriosamente giunto alla sua 29° edizione e si conferma una delle più importanti rassegne musicali dell’intera Europa nel suo ambito culturale e una delle più significative in Italia.

Il “Folkest”, sviluppato in tre settimane di intensa programmazione vedrà il suo epilogo nella kermesse finale di Spilimbergo, che per ben quattro giorni, dal 26 al 29 Luglio, diventerà la capitale europea del folk. Quest’anno ci sarà però un ospite speciale. Si tratta di un gruppo musicale di Terlizzi; nasce come gruppo di musica squisitamente folk per poi diventare di “etno world music”; i suoi componenti sono musicisti con storie importanti e diverse nel panorama folk terlizzese; la sua cantante, Betti, si distingue per una lunga chioma rossa: sono gli “Omphalos”.

‘Omphalos’, ciò che nella tradizione greca rappresenta il centro, e cioè Delfi, l’ombelico del mondo nell’antica Grecia. Un repertorio che rappresenta un viaggio che attraversa diverse tradizioni musicali e che partendo dalla Grecia e dal Medio Oriente, approda nel Sud Italia attraversando la Campania, la Puglia, la Calabria e la Sicilia per continuare il suo cammino fino al Messico e ai quartieri più degradati ma molto passionali di Buenos Aires.

Così dalle selezioni del Sud Italia di Suonare a Folkest 2007, nasce un ponte immaginario che abbraccia non solo le diverse culture musicali sparse per il mondo ma anche la danza e la poesia, componenti fondamentali della tradizione di popoli che da sempre hanno influenzato il nostro modo di suonare, di far musica e di comunicare emozioni.

La storia di “Folkest” è ricca di partecipazioni illustri che hanno attirato in terra friulana decine di migliaia di spettatori provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa; anche quest’anno saranno molti i nomi che si susseguiranno durante le serate del festival, di altissimo valore artistico che, anno dopo anno, interpretano con grande efficacia e consapevolezza il senso profondo di una manifestazione come questa, nella quale fondamentale e imprescindibile risulta essere la proficua interazione tra culture diverse.

Folkest nel suo evolversi ha inoltre concesso uno spazio sempre consistente alla promozione delle più varie e disparate forme musicali regionali legate al variegato mondo del folk, espressione di diverse etnie, contribuendo così alla diffusione di una cultura territoriale forte e variegata nonostante le ridotte dimensioni della regione stessa.

Una delle costanti di Folkest è l’internazionalità: sia perchè gli artisti invitati provengono da ogni continente e propongono le musiche tipiche delle loro terre, sia per il carattere cosmopolita del suo pubblico, sia anche per la sua innata vocazione itinerante, che lo porta a toccare non solo varie zone della regione e del Veneto, ma anche della vicina Istria.

Il suo espandersi nelle zone limitrofe evidenzia il continuo bisogno di soddisfare la crescente esigenza di interazione e scambio fra terre di confine, al di là di ogni divisione politica a conferma in questo modo che la cultura non conosce confini o barriere doganali.

Per maggiori info: www.folkest.com

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