Gli Omphalos con il Sud a tracolla.

Sabato 3 Marzo presso il “Teatro Traetta” sarà in scena la rappresentazione “col Sud a tracolla” di Vito Signorile e con la collaborazione del gruppo “Omphalos”.

Cultura
Terlizzi venerdì 02 marzo 2007
di Nicolò Marino Ceci
© Terlizzilive.it

“Col Sud a Tracolla”, è una rappresentazione che racconta un Sud a tracolla, tra ulivi e vigneti e stornelli e filastrocche, con drammaturgia e regia dell’autorevole Vito Signorile, Direttore del “Teatro Abeliano”, una delle più importanti realtà teatrali italiane. E’ un’opera teatrale dedicata a Matteo Salvatore, scomparso nell’Agosto 2005, personaggio leggendario, poeta d’Apricena, cantastorie della Terra di Puglia in una vita dedicata alla ricerca, maestro e influenza di artisti come Teresa De Sio e Vinicio Capossela; e realizzata con la collaborazione di Betty Lusito, Antonella Giugliano, i solisti del Nuovo Canzoniere Pugliese: Fedele Depalma, Michele Lusito, e Giuseppe Volpe, che andrà in scena Sabato 3 Marzo presso il “Teatro Traetta” di Bitonto alle 20,30. 

“I racconti, le cantilene, gli aneddoti, di mia nonna, devono aver lasciato un segno ben più profondo di quanto, bambino, potessi immaginare, pur gustando con grande piacere gli attesi momenti di ascolto intorno a un braciere. Occasioni per qualche appunto su carta stampata o con mezzi audio visuali non ne sono mancate. Ho voluto coglierne solo alcune quando mi offrivano solide "garanzie" culturali.” (V. Signorile)

“La sofferenza dell'uomo più che l'allegria ha incoraggiato gli uomini del Sud a cantare, nella densa vegetazione di ulivi, vigneti, mandorli, fichi, tra il grigio dei muretti a secco e le immense pianure di grano che ondeggiano verso il mare verde azzurro, contadini, braccianti e marinai hanno cantato per secoli tristezze, speranze e illusioni. Vito Signorile, attore e regista, è andato a cercare canti del riposo, villanelle, serenate, stornelli, canti a dispetto, filastrocche e racconti che si perdono nella notte dei tempi. Li ha ordinati con rigore e passione e ce li ha restituiti nella loro autentica bellezza. Signorile ha ripercorso per anni il silenzio ed il buio, i rumori e i paesaggi, i gesti e gli sguardi di un Sud Mediterraneo che assumono, volta per volta, un tempo ed uno spazio sempre nuovi e sorprendenti. L’omaggio al suo amico, il grande Matteo Salvatore, gli offre ora l’occasione di uno spettacolo, “col Sud a tracolla” che come il vino primitivo ha bisogno, per essere gustato, di donne vere e uomini veri.”(Giuseppe Schito).

“Il canto popolare pugliese, tra i più belli e articolati nel panorama meridionale, si evolve lungo due direttrici fondamentali, perfettamente complementari e rispecchiano in ciò fedelmente la duplice natura dell'antica anima pugliese: il lamento accorato, che ha sempre carattere individuale, e l'esplosione di frenetica, quasi feroce, allegria, che è invece tradizionalmente legata alla vita della comunità. In entrambe le maniere, ma soprattutto nella prima, trova spessissimo riscontro il tema del lavoro e quello, indissociabile del rapporto con il padrone: qui che il lamento, insieme doloroso e dolcissimo, rivela una rabbia cupa, fonda e un maturo e incontenibile desiderio di rivolta. Ma è soprattutto nell'altra maniera, che si esprime la protesta: in quei canti dall'allegria mai spensierata, ma sempre contratta, violenta, in cui trovano sfogo l'acuto spirito di osservazione, il gusto per le deformazioni grottesche, per l'ammiccamento e per la metafora, e la satira pungente. Vito Signorile ha condotto per anni una sua personale ricerca in Puglia, e ha raccolto dalla viva voce del popolo racconti e melodie più o meno antiche, cantate alla vecchia maniera e perciò tuttora intatte nello spirito e nel testo per poter così scoprire il comune passato, in cui affondano le radici della nostra cultura e delle nostre tensioni attuali, è vivissima e assai diffusa.”(Raffaele Antini).

Maggiori informazioni su www.teatroabeliano.com o www.omphalosmusic.com .

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