Lo Studio

Le testimonianze della presenza dei Grimaldi di Monaco a Terlizzi

Lo studio dello storico Vito Bernardi

Cultura
Terlizzi mercoledì 20 aprile 2022
di La Redazione
una immagine del centro storico di Terlizzi visto dall alto
una immagine del centro storico di Terlizzi visto dall alto © francesco rubini

Si elencano alcune testimonianze, rimaste a Terlizzi e nel suo territorio, della presenza della casata dei Grimaldi di Monaco, Signori del feudo terlizzese dal 1532 al 1641, per una loro conoscenza e fruizione turistica. Per la stesura di quanto di seguito riportato non si è potuto fare a meno dell’ampia documentazione archivistica e bibliografica riguardante la casata dei Principi Grimaldi  conservata in diversi archivi e biblioteche. Elencarla tutta richiederebbe lo spazio di intere pagine.     

Il Centro Storico

La Civitas Terlitii con il suo territorio circostante, così come si presentava al tempo del governo dell’arciprete-feudatario Onorato Grimaldi, è raffigurata magistralmente in un olio su tela di Anonimo e s.d. dei primi anni del’600, facente parte della quadreria dei principi Grimaldi di Monaco. L’artista di scuola fiamminga ci presenta l’antica configurazione urbanistica medievale e feudale della città.  

L’antico Castello: simbolo del potere civile del feudatario

La costruzione del castello, dimora dell’arciprete feudatario Onorato Grimaldi(1632-1639), insieme alla cinta muraria, fu iniziata dal normanno conte Amico(sec.XI) e terminata con il figlio Goffredo(1107). Federico II dette ordini al giurista Andrea da Bari ,signore di Terlizzi, di eseguire il consolidamento delle strutture di difesa davanti al castello. Faceva parte del patrimonio feudale dei Grimaldi e presentava diversi membri superiori e inferiori; era ubicato dentro la piazza pubblica della città ed aveva due torri, una grande, la torre maggiore a difesa del maniero, e un’altra piccola. La torre maggiore del castello normanno a pianta quadrata, alta con l’edicola campanaria m.37,839, è l’emblema della città. L’arciprete don Onorato Grimaldi fece restaurare il maniero, trasformandolo in una magnifica residenza. L’olio su tela di inizio Seicento, di proprietà dei Signori di Monaco, riportando la Terlizzi medievale e feudale, ci presenta l’immagine dell’antico castello. L’incuria degli uomini e l’usura del tempo provocarono la sua fine. Al suo posto nel 1896-1897 fu eretto un edificio che prese il nome di “Pubblico Mercato Lioj”. Alcune residue testimonianze del castello, oltre alla torre maggiore, sono:1) una campana collocata sul campanile della chiesa della Madonna delle Grazie al cimitero, la quale presenta lo stemma della città, quello attuale. Fu fatta fondere dai Grimaldi e posizionata nel 1580 sulla torre  del castello normanno, durante il sindacato di Potenziano Brigazza, essendo governatore per conto dei Grimaldi Francesco Massa. Un’altra raffigurazione dello stemma cittadino, realizzata probabilmente tra il 1595 e il 1604 durante il dominio della casata monegasca, la troviamo nel castello di Bardi, comune della provincia di Parma in Emilia Romagna, nella sala Grimaldi dove sono raffigurate le virtù cavalleresche di Ercole I Grimaldi, Signore di Monaco, sposo di Maria figlia di Claudio Landi Principe di Valditaro. Al centro della volta della sala è rappresentata l’arma dei Grimaldi attorniata dalle armi dei feudi posseduti da Ercole I nel meridione d’Italia. Il feudo terlizzese è rappresentato da ”torre torricellata di tre pezzi, quella di mezzo più alta sostenente un arcangelo e quelle ai fianchi due uccelli” 2) una pietra incastonata in una edicola dedicata alla Madonna del Rosario, sita nella parte retrostante dell’attuale Mercato Lioj (1896), già cortile del castello, che la tradizione dice essere una pietra proveniente dal maniero; 3) nel Centro Storico è possibile ammirare su alcuni architravi di case stemmi lapidei del castello;4) una galleria sotterranea sita nelle vicinanze del Mercato Lioj, ancora esistente, che metteva in comunicazione la torre maggiore col castello. 

L’antica Collegiata Prelatizia: simbolo del potere religioso dell’arciprete feudatario

Il Portale è il pezzo più pregiato della antica Collegiata romanico-gotica(sec. XIII), murato sulla facciata nord dell’Oratorio del SS. Rosario. Realizzato dal noto lapicida, attivo in Puglia nel XIII sec., Anseramo da Trani. La Collegiata venne costruita tra il 1235 e il 1258. Nel 1749 divenne Cattedrale; nel 1782 fu abbattuta e sul suolo della stessa costruita l’attuale Concattedrale(1872) che conserva tra i suoi arredi sacri una magnifica croce processionale in argento e rame dorato della prima metà  del XVII secolo, di argentiere napoletano, avente sul retro lo stemma dei Grimaldi e dell’arciprete don Onorato. Conserva anche nel proprio Archivio, nella Serie ”Conflitto giurisdizionale” i monitori in favore di don Onorato Grimaldi (lettere delle autorità ecclesiastiche di conferma di specifici diritti). La locale Pinacoteca custodisce frammenti scultorei provenienti dalla cattedrale distrutta. Il più importante è il breve di Gregorio XIII del 1° giugno 1581, emesso durante il periodo della denominazione monegasca e murato sulla facciata sinistra dello scalone d’ingresso, con il quale il pontefice conferiva all’altare dedicato alla Vergine di Sovereto il titolo di ”privilegiato”.

Lo Stemma lapideo dell’arciprete don Onorato Grimaldi è incastonato su una parete perimetrale della Concattedrale San Michele Arcangelo(sec. XIX). La parete si affaccia sulla famosa strada Giulia Superba: Scudo a losanghe alternate(rosse e bianche). In alto la mitra e due infule pendenti”

I Centimoli

Si dice che siano riapparse alcune macine dei molini o centimoli concessi ai Lioj ”che erano uniti e stavano dentro certe case del borgo”, cioè in locali di proprietà della Università( municipio), durante i lavori di sistemazione dei sotterranei del palazzo di Città effettuati agli inizi del secolo. I  molini facevano parte del patrimonio feudale dei Grimaldi. Per una verifica di quanto si dice, è necessario un controllo ai luoghi, purtroppo ancora oggi inaccessibili per lavori bloccati da anni.  

Il Parco marchionale 

Anche tutto il territorio del Parco faceva parte del patrimonio feudale dei Grimaldi. Si entrava attraverso tre porte ancora esistenti. La porta di ingresso è situata in località Pisciniello, la seconda nei pressi di S. Maria di Cesano, la terza vicino alla strada Traiana. Si presentava con “alberi de gelso et alberi di querce, olive, e di vigne seminative”. La proprietà fondiaria dell’arciprete si componeva di terreni feudali e burgensatici i cui toponimi sono rimasti nel glossario agrario locale.

Il Convento e la Chiesa dei Frati Minori Osservanti

L’arciprete feudatario don Onorato Grimaldi durante il suo governo tenne nella massima considerazione le due comunità francescane dei Minori Osservanti di Santa Maria La Nova e dei Minori Cappuccini della Madonna delle Grazie. Forse i francescani gli ricordavano il colpo di mano messo in atto l’8 gennaio 1297 da un suo lontano parente Francesco Grimaldi, detto “Malizia”, che per impossessarsi della rocca di Monaco pensò insieme ad un gruppo di amici di parte guelfa di camuffarsi da frate francescano. Il rapporto di don Onorato in particolar modo con gli Osservanti fu continuo e costante. La Comunità Zoccolante era il suo punto di riferimento ove spesso si rifugiava per temprarsi spiritualmente e culturalmente. I Minori Osservanti si insediarono a Terlizzi durante la signoria degli Orsini di Gravina. La chiesa e il convento videro la realizzazione sotto il governo del duca Ferrante Orsini, duca di Gravina e conte di Terlizzi(1505-1529). L’olio su tela di inizio Seicento, di proprietà dei Signori di Monaco, ci mostra il convento e la chiesa come si presentavano in origine. Nel 1619 furono apportate alcune modifiche alle strutture della chiesa e del convento. Il convento  divenne nel 1593 sede di noviziato e studentato filosofico e teologico della Provincia di San Nicola, distretto religioso dei Minori Osservanti di Terra di Bari. Durante il decennio francese gli Osservanti dovettero lasciare definitivamente il convento e la chiesa a causa delle leggi eversive emanate nel 1811 contro gli Ordini mendicanti da Gioacchino Murat. Su una parete dell’ultima cappella della navata destra, dedicata alla Patrona di Terlizzi, è posizionata una lastra tombale raffigurante un cavaliere, datata 1546, la cui base presenta lo stemma dei Grimaldi di Monaco(scudo a losanghe alternate). 

La Chiesetta di Santa Maria delle Grazie

La piccola chiesetta rurale, dedicata alla Madonna delle Grazie, era situata nelle vicinanze del convento  dei Frati Zoccolanti e di fronte alla palazziata della famiglia de Paù. Il 9 ottobre del 1639 i congiurati si nascosero nella zona posteriore della chiesetta in attesa dell’arrivo dell’arciprete don Onorato, bersaglio del loro misfatto. Con l’assetto urbanistico del Settecento dovette essere abbattuta per far posto alle palazziate delle famiglie Amorosini e de Gemmis. Si conserva solamente il suo ricordo nella espressione popolare” Arke de la Madònne”.

La Palazziata di Francesco de Paù  

Il capostipite della famiglia de Paù è stato Annibale che alla fine del’500 da Bitonto si trasferisce a Terlizzi per sposare la nobildonna Rebecca dell’Aquila. Francesco, figlio di Annibale, costruisce la sua palazziata sulla strada degli Osservanti intorno ai primi decenni del Seicento. L’arciprete don Onorato, ferito a colpi di schioppo da Diego Lioj e compagni, si rifugiò nel palazzo ove gli assassini lo finirono con delle pugnalate. Il palazzo passò in eredità a Domenico(1717), figlio di Francesco, un ecclesiastico che lo destinò a Conservatorio per donne ed orfanelle bisognose di assistenza.

Dr. Vito Bernardi-studioso della Puglia e di Terlizzi     

 

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I commenti degli utenti
  • Tommaso Stella ha scritto il 22 aprile 2022 alle 13:38 :

    Le fonti descritte sono state ben documentate nella appassionata opera di ricerca di Don Gaetano Valente, suo infatti il ritrovamento presso gli archivi monegaschi dell'olio su tela rappresentante la civitas a "volo di uccello". Citare le fonti storiografiche di Don Valente, renderebbe l'ottimo articolo sicuramente più prezioso e coinvolgente. Rispondi a Tommaso Stella

  • P.M. ha scritto il 20 aprile 2022 alle 08:39 :

    Certo, la storia locale ha un immenso valore per i cittadini terlizzesi. Caratterizza i luoghi e il senso di appartenenza. Ma sorge un interrogativo difronte alle pulizie straordinarie della città in attesa della visita: il sindaco non ritiene meritevoli i residenti di vivere in una città pulita e curata e destina questi interventi soltanto alle occasioni straordinarie? Spregevole. Rispondi a P.M.