La segnalazione

Villa Angarano e campagne lungo via Chicoli sommerse dai rifiuti, la denuncia di Legambiente

Il circolo "Amici di Vito e Clara" mette in evidenza le condizioni discutibili in cui si trova l'area di Villa Angarano, dimora storica del 1800 sita sulla via per Molfetta, da anni in balia del degrado

Cronaca
Terlizzi lunedì 21 settembre 2020
di La Redazione
degrado in villa angarano
degrado in villa angarano © legambiente

Legambiente mette in evidenza le condizioni discutibili in cui si trova l'area di Villa Angarano, dimora storica del 1800 sita sulla via per Molfetta, da anni in balia del degrado.

"Anche ad uno sguardo fugace dall’esterno, la Villa appare in uno stato di totale abbandono, divorata dall'incuria. E se questo dovrebbe preoccupare il solo proprietario (anche se l'immobile sarebbe di interesse storico-culturale per l'intera comunità terlizzese), quello che dovrebbe per certo preoccupare tutti è la situazione di degrado ambientale dell’intero sito. Centinaia di metri quadrati del cortile sono ricoperti da un tappeto in erba artificiale che col passare del tempo si sta degradando. Sparsi nel giardino si notano una moltitudine di contenitori, bottiglie, vestiti e rifiuti vari presumibilmente lasciati da lavoratori stagionali immigrati che vi si accampano nei mesi caldi", denuncia il circolo "Amici di Vito e Clara".

"A loro, però, non può essere imputata la presenza di cumuli di guaine impermeabilizzanti, copertoni e bustoni pieni di chissà cosa! E va di certo definitivamente risolta la loro situazione, fornendo sistemazioni adeguate, per tutelare la loro salute e sicurezza, e quelle di tutta la comunità", continua il comunicato della sezione terlizzese, che considera "altrettanto sconcertante è la situazione nella immediata campagna circostante: manufatti in cemento-amianto, materassi, coperte, vestiti, ancora copertoni e rifiuti di tutti i generi. Era il 2018 quando la Villa venne fatta sgomberare dalle forze dell'ordine e l'area completamente bonificata dalla proprietà, su intimazione della Polizia Municipale. Dopo due anni e mezzo siamo punto e a capo! La situazione peggiora se ci si avventura verso i terreni nei pressi del Palazzetto dello Sport di Via Chicoli. Lungo i muretti a secco è un continuo di calcinacci e scarti di materiale edile a cui si aggiungono masserizie, mobili, cumuli di fili in gomma, lastre di cristallo, resti di animali e buste di rifiuti maleodoranti che richiamano animali randagi e topi. I rifiuti più ingombranti e pesanti sono accatastati lungo i muretti a secco, ma tutto ciò che viene gettato appena più lontano all’interno dei campi, viene irrimediabilmente e irresponsabilmente triturato o sotterrato dai mezzi agricoli, incuranti del danno alla salute e all'ambiente di cui tali operatori agricoli si rendono artefici".

La zona, lontana dal centro e perciò "fuori dal controllo delle Istituzioni, è stata individuata da alcuni come luogo dove abbandonare impunemente tutto ciò che si vuole, nonostante il quotidiano funzionamento dell'isola ecologica di Via Italo Balbo dove poter conferire gratuitamente gran parte delle tipologie di rifiuto, e il servizio anch'esso gratuito di ritiro domiciliare dei rifiuti ingombranti. E degrado, si sa, chiama degrado!".

Alla luce di questa situazione, per Legambiente è assolutamente necessario "un intervento immediato della Polizia Municipale e un segnale chiaro e forte delle Istituzioni che pongano fine a tali delitti ambientali. Non è mai troppo tardi!", conclude l'associazione.

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I commenti degli utenti
  • Domenico ha scritto il 21 settembre 2020 alle 10:15 :

    mettiamoci bene in testa che la colpa di questa mancanza di senso civico non è di chi controlla (e che in effetti non lo fa o lo fa malissimo), ma delle persone che abitano nelle immediate vicinanze dei luoghi in oggetto. Bisogna risalire alla causa : mancanza di cultura e informazioni . Bisogna, a mio parere, incrementare le informazioni nelle scuole, nelle famiglie (con opportuni mezzi di comunicazione) , con manifestazioni pubbliche che coinvolgano tutti, senza dimenticare anche che va incrementato il controllo e la deterrenza con multe salatissime. Occorre fare qualcosa subito. Chi fa lo struzzo, deve cambiare mestiere. Rispondi a Domenico

    Donato ha scritto il 21 settembre 2020 alle 15:38 :

    E come la mettiamo con chi, abitante per esempio a Piscina Rossa, voglia responsabilmente portare dei rifiuti non ritirati dagli addetti alla zona ecologica? Si rende conto che per raggiungerla deve percorrere non meno di 5 chilometri di strada senza uno straccio di segnale che ne guidi il percorso? E solo in orari da dirigenti di banca quando lui deve stare invece sul posto di lavoro? E allora, dovendo il misero anche andare a lavorare a Molfetta, preferisce portarla con sè e lasciarla in una delle tante isole ecologiche di quella città oppure, .......oppure........oppure.... Ma una seconda isola ecologica terlizzese magari dalla parte dell'area che gravita verso Molfetta, prorio no? Rispondi a Donato

    Domenico ha scritto il 22 settembre 2020 alle 13:29 :

    Condivido . Una flessibilità negli orari , con una fascia più ampia, e altri siti dove poter smaltire i rifiuti, sono una conditio sine qua non per limiterne i danni. E siamo sempre allo stesso punto: chi deve pianificare queste cose fa l'orecchio da mercante Rispondi a Domenico