La storia

Attivista terlizzese arrestato in Cisgiordania: «Sono stato aggredito dalla polizia israeliana»

Tommaso Memola, 35 anni, è osservatore per l'Ism (stesso movimento di Vittorio Arrigoni) da quasi tre mesi a Hebron, nei territori dove poche centinaia di coloni israeliani coabitano con centinaia di migliaia di palestinesi

Cronaca
Terlizzi sabato 09 febbraio 2019
di Gianpaolo Altamura
tommaso memola
tommaso memola © tommaso memola

Un attivista terlizzese in Palestina è stato arrestato dalla polizia israeliana nella zona H2 di Hebron.

Tommaso Memola, osservatore dell’International Solidarity Movement - Ism, lo stesso movimento del cooperante rapito e ucciso nel 2011 a Gaza, Vittorio Arrigoni - nella città cisgiordana, ha raccontato l’accaduto all'agenzia di stampa indipendente "Nena News".

L'episodio è accaduto giovedì all'ora di pranzo, attorno alle tredici. Trentatré anni, Memola è stato arrestato assieme a un giovane statunitense davanti a una scuola dove stava svolgendo servizio di "school run", favorendo l'uscita di scuola in sicurezza dei bambini palestinesi. Negli insediamenti, abitati dai coloni israeliani in Cisgiordania, è stato infatti interrotto dal premier israeliano Netanyahu il programma Tiph2 (Temporary International Presence in Hebron), una missione internazionale - alla quale hanno preso parte anche i Carabinieri italiani - per garantire la sicurezza nella città di Hebron, a maggioranza palestinese (circa 200.000 abitanti), ma con un nucleo di meno di mille coloni israeliani ultraortodossi.

"Come ogni giorno stavamo svolgendo le attività di 'school run' davanti a una scuola - racconta Memola -. Io e un altro attivista americano siamo stati attaccati da una colona israeliana che si chiama Anat Cohen. Abbiamo filmato l'aggressione e subito dopo è arrivata la polizia, che ci ha chiesto i documenti e ci ha portati alla stazione di polizia, dove siamo arrivati all'una".

"Prima hanno interrogato Michael per un'ora e mezza, e dopo gli hanno preso le impronte di entrambe le mani, comprese le parti laterali, gli hanno fatto le foto e preso il dna tramite saliva - prosegue la testimonianza dell'osservatore -. Dopo è iniziato il mio interrogatorio. Io ho chiamato in aiuto il consolato italiano a Gerusalemme, che devo ringraziare perché mi ha aiutato. La polizia mi ha interrogato per tre ore e mezza, fino alle 18 e 30. Ho fornito copia alla polizia dicendo che eravamo noi quelli che erano stati aggrediti. Alla fine hanno emesso nei nostri confronti un ordine di restrizione, così per quindici giorni non potremo entrare nell'area israeliana. La cosa più grave è stata che l'avvocato messo a disposizione del consolato ha detto che potevo rifiutarmi di dare copia del dna, ma la polizia ha detto che se mi fossi rifiutato l'avrebbe preso con la forza. Io mi sono rifiutato ma sono stato circondato. Ho avuto paura, e dopo un paio d'ore di spiegazioni alla fine ho deciso di dare il mio dna perché avevo molta paura", ammette Tommaso.

"Hanno preso le impronte, copia del mio dna e mi hanno fotografato, senza che avessi fatto nulla. Solo perché stavamo vedendo i bambini che uscivano da scuola. E questo avviene perché Netanyahu ha espulso tutti gli osservatori da Hebron, non ci sono le condizioni per restare, e i coloni sono sempre più aggressivi. Grave il fatto che ad aprile ci siano le elezioni e il premier per acquisire consenso nelle fasce più estremiste abbia espulso il Tiph e l'Italia non abbia detto nulla. Ci sono dei bambini a rischio di violenza e non c'è nessuno che prenda le difese di questa scuola. Gli osservatori internazionali non ci sono, spero tornino presto", ha concluso Tommaso.

Fermato per alcune ore, Memola ha già rassicurato familiari e amici attraverso il suo profilo Facebook, commentando con amarezza l'accaduto, ma garantendo di stare bene. Trasferito a Ramallah, nella tarda serata di ieri ha testimoniato a TerlizziLive di essere tornato da poco dal confine di Gaza, dove - afferma - "ho subito un'altra violenza da parte della polizia israeliana. Domani tornerò a Hebron per il tour dei coloni. Il mio visto scadrà tra qualche giorno, sono qui ormai da quasi tre mesi".

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