Spillo Altobelli e il pronostico sul Derby della Madonnina

Spillo Altobelli e il pronostico sul Derby della Madonnina

Chi meglio di un grande ex che ha militato in ambedue le squadre può analizzare un match delicato e ricco di tensioni come solamente Inter-Juve sa essere?

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Terlizzi venerdì 22 ottobre 2021
di La Redazione
Spillo Altobelli e il pronostico sul Derby della Madonnina
Spillo Altobelli e il pronostico sul Derby della Madonnina © n.c.

Chi meglio di un grande ex che ha militato in ambedue le squadre può analizzare un match delicato e ricco di tensioni come solamente Inter-Juve sa essere? Per molti, la sfida tra queste due formazioni acquisisce un’importanza che va oltre a tre punti, quasi come se ci fosse sempre bisogno di ribadire chi sia la compagine più forte.
Una rivalità che, nel corso degli ultimi decenni, si è fatta sempre più aspra. Secondo il pensiero di Spillo Altobelli, che è stato intervistato da parte del blog sportivo L’insider in compagnia di un altro grande ex calciatore come Fulvio Collovati, la grande rivalità tra Inter e Juventus ha preso il via con quello che è successo nel 1998, anno dopo il quale le sfide tra nerazzurri e bianconeri sono state sempre molto più sentite e avvelenate.

Il “fattaccio” del 1998 tra Iuliano Ronaldo e la rivalità tra Inter e Juve

Anche gli appassionati di pronostici calcio si ricorderanno alla perfezione di quanto era successo nel 1998, con lo scontro di gioco tra Iuliano e Ronaldo, all’epoca rispettivamente difensore della Juventus e attaccante dei nerazzurri. Un intervento, quello del difensore bianconero che non venne sanzionato con la massima punizione da parte dell’arbitro e che portò a un tumulto di inferocite polemiche che gridarono allo scandalo, a maggior ragione visto che, sul ribaltamento di fronte, il direttore di gara concesso un penalty alla Juve, che poi Del Piero non mandò a bersaglio.
Secondo il pensiero di Altobelli fu quella la polemica madre che ha cominciato a spostare la rivalità tra Inter e Juventus su un altro livello, molto più radicale e ricco di polemiche, a volte anche eccessive. Al giorno d’oggi, non può esistere una partita tra queste due formazioni senza che si faccia un qualche riferimento all’operato dell’arbitro o che non si tirino in ballo situazioni connesse proprio all’episodio che risale al 1998.
Il verdetto, però, come ha messo bene in evidenza Spillo Altobelli, che oltre ad aver segnato gol a grappoli con la maglia nerazzurra, ha indossato, anche se solamente per una stagione, la casacca bianconera, sotto la presidenza di Agnelli e nella società che vedeva all’epoca Boniperti come direttore generale, arriva solo ed esclusivamente dal rettangolo di gioco. Altobelli mostra anche un notevole fair play, sottolineando come la Juve in cui ha giocato era una squadra che programma e vinceva con grande merito.

Il presente: Juve in fase di ricostruzione e Inter favorita

La classifica fino a qualche settimana fa lo diceva molto più apertamente, mentre da qualche giornata, grazie a un filotto di vittorie che hanno visto la Juve avvicinarsi nuovamente alla zona Champions League, il concetto per cui i bianconeri sono una squadra che sta cercando di ricostruire un ciclo vincente è in realtà ancora molto valido.
Per Altobelli entrambe le compagini possono contare su delle rose di gran valore e probabilmente i bianconeri hanno qualche alternativa di valore in più rispetto all’Inter, ma in realtà anche l’assenza di Dybala potrebbe rappresentare un punto debole per i bianconeri, visto che la Vecchia Signora può contare in attacco solamente sulla verve di Federico Chiesa, anche se Kean e Kulusevski sono in buona crescita.
Da sottolineare, però, come Altobelli riponga una grande fiducia nell’attacco dell’Inter, pronosticando proprio la vittoria dei nerazzurri, dal momento che Dzeko non ha mai segnato così tanto in tutta la sua carriera come sta facendo in questo momento e Simone Inzaghi, che ha colmato il vuoto lasciato in panchina dall’addio di Antonio Conte in estate dopo la vittoria dello scudetto, può contare comunque su altri due pezzi da novanta come Lautaro Martinez e Correa.

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