La decisione

L'Asl "commissaria" la casa di riposo con 71 positivi. Bisceglie è di nuovo ospedale Covid

La direzione generale dell'azienda sanitaria locale ha assunto il coordinamento delle attività di Medicina generale della Fondazione Giovanni XXIII di Alberobello. Bloccati i ricoveri ordinari a Bisceglie

Attualità
Terlizzi giovedì 15 ottobre 2020
di La Redazione
L'Asl
L'Asl "commissaria" la casa di riposo con 71 positivi. Bisceglie è di nuovo ospedale Covid © n. c.

La direzione generale della Asl di Bari ha “commissariato” la Fondazione Giovanni XXIII, casa di riposo per anziani con sede ad Alberobello, in seguito all’accertamento di 71 persone positive al Covid, di cui 59 pazienti e 12 operatori.

"Pur essendo una struttura a gestione privata, l’azienda sanitaria ha ritenuto necessario predisporre con urgenza – tramite la direzione del distretto socio sanitario 14 competente per il territorio – il supporto alla casa di riposo per assicurare continuità assistenziale ai degenti, anche in considerazione del fatto che tutto il personale dipendente della Fondazione è stato posto in isolamento fiduciario", si legge in un comunicato dell'Asl circa i fatti di ieri.

"La direzione del distretto, in particolare, ha assunto il coordinamento delle attività dei medici di Medicina generale responsabili dei propri assistiti ricoverati all’interno della struttura che a loro volta potranno attivare le unità speciali di continuità assistenziale (Usca) presenti sul territorio per specifiche necessità legate alla valutazione delle condizioni cliniche dei pazienti - continua la Asl -. I medici saranno inoltre affiancati da un pool di personale sanitario della Asl. Si sta valutando in queste ore anche l’ipotesi di dotare i medici di dispositivi di telemedicina per controllare e monitorare in maniera costante le condizioni di salute degli ospiti della casa di cura e valutare gli interventi medici da mettere in atto".

Il piano di intervento della Asl è mirato a tracciare e contenere il contagio con il compito di valutare dal punto di vista logistico e assistenziale la residenza e prevede misure tempestive di sorveglianza epidemiologica, contenimento del contagio con confinamento in house dei pazienti, ossia isolamento interno dei casi positivi, offrendo – laddove necessario - assistenza igienico sanitaria con i propri specialisti.

Intanto da ieri il Vittorio Emanuele II di Bisceglie è stato nuovamente stato riattivato come ospedale Covid. Disposto allo scopo il blocco dei ricoveri ordinari di ostetricia, pediatria, medicina, cardiologia, chirurgia, ortopedia e rianimazione. I pazienti attualmente presenti saranno dimessi o trasferiti presso altri presidi ospedalieri per consentire l'attivazione di posti letto Covid.

«Considerando l'andamento epidemiologico della pandemia da Covid 19 e la necessità di tenere separati i percorsi Covid da quelli no Covid - afferma Alessandro Delle Donne, direttore generale Asl Bt - abbiamo disposto che l'ospedale torni ad essere dedicato esclusivamente alla gestione dei pazienti con coronavirus».

Al momento non ci sono pazienti Covid ricoverati nel reparto di anestesia e rianimazione, mentre sono 19 i pazienti ricoverati nell'unità operativa di malattie infettive e 7 i pazienti presenti nell'area del pronto soccorso dedicata all'osservazione breve intensiva.

«Abbiamo attivato i test rapidi antigenici per rendere i tempi di analisi e risposta più rapidi sugli screening, in affiancamento (e non in sostituzione) ai test molecolari. Sono a lavoro anche le due Usca presenti su Barletta e Andria e stiamo anche strutturando il potenziamento delle stesse su Trani e Bisceglie. I nostri sforzi sono massimi ma serve la collaborazione di tutti, serve il massimo rispetto delle norme e delle misure di igiene», aggiunge il direttore generale.

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