Molti cittadini terlizzesi si sono costituiti spontaneamente nel gruppo “Tutela della salute”

Sono oltre 1300 i firmatari della petizione pro ospedale di Terlizzi e sanità nord-barese

La petizione è stata lanciata da due ex quadri della Asl locale, Francesco De Chirico, già responsabile del Laboratorio analisi dell'ospedale, e Pasquale Cipriani, già dirigente amministrativo dell'Asl

Attualità
Terlizzi domenica 12 luglio 2020
di La Redazione
corsia di ospedale
corsia di ospedale © n. c.

Sono già 1317 i sottoscrittori della raccolta firme lanciata da due ex quadri della Asl locale, Francesco De Chirico, già responsabile del Laboratorio analisi dell'ospedale, e Pasquale Cipriani, già dirigente amministrativo dell'Asl.

Molti cittadini terlizzesi si sono costituiti spontaneamente nel gruppo “Tutela della salute”, promuovendo una seconda lettera-petizione presentata ai vertici regionali e dell'Asl: lo scopo dell'istanza è, si legge in un comunicato, la salvaguardia "della sanità pubblica a Terlizzi e nel Nord Barese".

"Cittadini liberi e responsabili della società civile, che con forza e coraggio anche per i delusi e gli sfiduciati della politica, si fanno voce e proposta perché il diritto alla salute sia tutelato anche a Terlizzi e nel Nord Barese", si legge in un comunicato dei promotori. "Pertanto, come già preannunciato, tornano a scrivere al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al capo dipartimento politiche della salute Vito Montanaro, al direttore generale Asl Ba Antonio Sanguedolce".

La petizione, ancora in corso, ha come primo firmatario Francesco de Chirico ed è stata consegnata oltre alle autorità politiche anche a consiglieri regionali, parlamentari, al sindaco di Terlizzi e ad altri esponenti politici.

"I firmatari con ferma convinzione chiedono alla Regione e alla Asl di riconsiderare il piano sanitario nel Nord Barese, eliminando le criticità emerse con la pandemia e ponendo in essere le opportune soluzioni a protezione del territorio, ampliando l’offerta sanitaria, ripristinando e potenziando la situazione ante coronavirus in assenza di un ospedale di primo livello e di una accessibile medicina specialistica territoriale".

Secondo i sottoscrittori è inoltre necessario "un nuovo modello di sanità pubblica a protezione del territorio", dando "priorità a investimenti nella sanità pubblica e per un clima sostenibile con interventi immediati, tra cui la mobilità con basse emissioni". Di qui la richiesta all’amministrazione comunale e al sindaco di Terlizzi "di chiudere al traffico il centro storico, in particolare via Paolo Rutigliano, per aprirlo alle attività commerciali, artigianali e di ristorazione con gradimento dei turisti e dei residenti, così come avviene in tutte le altre città".

"Una adeguata rete di assistenza sul territorio non è solo questione di civiltà a fronte di difficoltà del singolo e delle persone con disabilità e cronicità, ma rappresenta l’unico strumento di difesa per affrontare e contenere le malattie", sostiene il gruppo "Tutela della salute".

"La regione, già inadempiente nell’attuazione del suo piano sanitario lacunoso nel Nord Barese, invece di fermarsi, cura solo le chiusure ma non le previste attivazioni dell’ospedale di primo livello, non ha potenziato gli ospedali esistenti e i rispettivi pronto soccorsi, non ha indicato l’ospedale di riferimento (potenziato) per la popolazione terlizzese né attivato il Presidio Territoriale Assistenziale - prosegue il comunicato -. Dinanzi all’inconcludenza e incapacità della politica di tutelare i legittimi interessi della città e il diritto alla salute dei suoi abitanti, è più che giustificata, e trova ampia adesione, la contrarietà e la protesta della popolazione terlizzese ai provvedimenti regionali e Asll di chiusura dell’ospedale Sarcone senza alcuna valida alternativa. Ora, con forza s’impone un nuovo efficace modello di sanità pubblica a protezione del territorio, rafforzando la sanità ospedaliera e la sanità territoriale. Nelle more, è necessario che la Regione e la Asl riaprano i reparti e pronto soccorso ospedaliero chiusi con l’emergenza pandemica o, in alternativa, pongano in essere contestuali, efficaci soluzioni alternative", conclude la noota.

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I commenti degli utenti
  • Francesco Dello Russo ha scritto il 12 luglio 2020 alle 18:15 :

    Io non voto più, Rispondi a Francesco Dello Russo

  • G.pp ha scritto il 12 luglio 2020 alle 07:11 :

    Non si può tenere un ospedale cittadino senza un primo intervento (pronto soccorso ) la guardia medica dopo la lettera apparsa su questa testata,la visita a una donna tramite vide citofono non ci sono parole ,Terlizzi deve fare qualcosa. Rispondi a G.pp