La richieste dei pastori delle diocesi regionali

I vescovi di Puglia: «Le feste patronali si limitino alle celebrazioni liturgiche»

«Non sarà possibile organizzare processioni, trasferimento pubblico di immagini sacre, fiaccolate o momenti di preghiera che rischiano di creare assembramenti»

Attualità
Terlizzi mercoledì 20 maggio 2020
di La Redazione
l ingresso del vescovo in cattedrale
l ingresso del vescovo in cattedrale © pietro guastamacchia

I Vescovi di Puglia chiedono che le feste patronali che cadranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi siano svolte solo per quanto riguarda la celebrazione liturgica. Lo fanno con una lettera aperta rivolta ai fedeli e sottoscritta in forma congiunta.

Cari Presbiteri e Fedeli delle Chiese di Puglia,

stiamo vivendo un periodo difficile che ci coinvolge come famiglia umana e che impone limiti e disagi anche alle nostre comunità cristiane come mai avremmo immaginato. Il Covid-19 sta colpendo in modo violento alcune regioni della nostra Italia e anche se, ringraziando Dio, la nostra Puglia sembra accusare danni limitati, non possiamo non ricordare con viva partecipazione i malati e i morti che hanno ferito anche la nostra terra.

In questo contesto noi Vescovi esprimiamo gratitudine per la generale adesione responsabile alle indicazioni proposte dall'autorità governativa a salvaguardia della salute di tutti, in particolare delle fasce di popolazione più deboli e delle persone più esposte al contagio, come gli operatori sanitari.

Fra le norme che abbiamo osservato alcune hanno riguardato aspetti importanti della nostra vita di fede, come la possibilità di celebrare insieme l’Eucaristia e di manifestare la nostra devozione con feste e processioni: sono state privazioni pesanti, ma che abbiamo vissuto consapevoli della eccezionalità del momento e dell’attuale posta in gioco. Alcuni hanno dato voce al loro disagio chiedendo pubblicamente di rimuovere totalmente questo blocco, ma la gravità della situazione impone ancora molta prudenza e un grande senso di responsabilità, per evitare di vanificare gli sforzi fatti finora e ricadere in modo ancor più disastroso nel vortice del virus.

Mentre abbiamo salutato con gioia la possibilità di tornare a celebrare l’Eucaristia col popolo (pur con le necessarie misure di sicurezza) da lunedì 18 maggio, riteniamo che sia altresì importante offrire chiare disposizioni per le feste patronali e parrocchiali, chiedendo che esse si limitino alle sole celebrazioni liturgiche, secondo le indicazioni date dagli uffici diocesani competenti. Non sarà possibile, nel rispetto della norma del distanziamento fra le persone attualmente vigente, organizzare processioni, trasferimento pubblico di immagini sacre, fiaccolate o momenti di preghiera che rischiano di creare assembramenti.

Considerando infatti la facilità con cui nelle processioni e negli altri momenti delle nostre feste ci sono assembramenti di persone nei quali non è possibile assicurare il distanziamento, sarebbe una grave mancanza di attenzione nei confronti della salute del nostro popolo trasformare le celebrazioni in drammatico momento di diffusione del contagio e di dolore. Il vivo senso di responsabilità che ci anima, ci spinge anche a vivere questi momenti di festa con maggiore sobrietà e attenzione alle povertà accentuate dalla pandemia, manifestando la solidarietà delle nostre comunità attraverso gesti significativi di condivisione.

Vi invitiamo, quindi, a vivere queste disposizioni con atteggiamento intelligente e responsabile, consapevoli della gravità di questa epidemia che, seppure in queste settimane sembra attenuarsi, rimane pur sempre estremamente pericolosa e temibile.

Per questo, soprattutto in questo mese di maggio, non cessiamo di affidarci alla protezione della Beata Vergine Maria, affidando alle sue cure materne le nostre comunità e in particolare coloro che anche nella nostra Regione sono stati colpiti da questo terribile contagio. Questa modalità di celebrare le feste care alla nostra tradizione sarà un autentico inno a Dio Padre Amante della vita, che non può vedere compromessa la salute dei suoi figli!

I Vescovi di Puglia

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I commenti degli utenti
  • Maria P. ha scritto il 21 maggio 2020 alle 15:32 :

    Si dovrebbe smettere di trattare i cattolici come una massa beoti da tenere a freno con regole rigide.. Rispondi a Maria P.

  • Franco ha scritto il 21 maggio 2020 alle 14:19 :

    Anche se a livello strettamente giuridico i Vescovi non hanno l'autorità per vietare manifestazioni religiose come le processioni che sono gestite da associazioni laiche. In mancanza di divieti espliciti da parte delle autorità civili, anch'esse da verificare nel contenuto di legittimità, non ci sarebbe nessun tipo di impedimento. Sarebbe un diritto costituzionale del popolo di esercitare pubblicamente il suo culto. Diritto non comprimibile. Rispondi a Franco

    francesco amenduni ha scritto il 22 maggio 2020 alle 20:20 :

    non sono d'accordo e sono veramente stranito dalla tua dichiarazione che sembra voler incitare ad una sorta di disobbedienza civile finalizzata alla pratica di alcuni culti. non esiste culto, religioso o civile, che possa essere posto al di sopra della pubblica sanità ed incolumità. noi cattolici cristiani non siamo stolidi talebani! in qualità di cattolico praticante mi dissocio totalmente dal tuo pensiero e invito tutti i concittadini credenti ad attenersi scrupolosamente alle esortazioni del governo nazionale, di quello cittadino e sopratutto, non dimentichiamolo, a quelle di eguale significazione del Santo Pontefice! Rispondi a francesco amenduni