Emergenza Coronavirus

Il vademecum di Legambiente per il corretto utilizzo delle mascherine

Il comunicato della sezione locale "Amici di Vito e Clara"

Attualità
Terlizzi domenica 29 marzo 2020
di La Redazione
Mascherine
Mascherine © n.c.

Le mascherine sono diventate in questo periodo un vero e proprio effetto personale, indispensabile per le più fugaci uscite. Il primo problema legato a questi dispositivi di protezione è, come è noto a tutti, il reperimento. Se ne trovano sempre meno in commercio e chi può inizia a confezionarsele da sé, anche se non sono omologate dal punto di vista sanitario. Un'altra questione non meno importante, tuttavia, è il loro giusto utilizzo. Non tutti, infatti, sanno adoperarle correttamente.

Per questo motivo la sezione terlizzese di Legambiente ha pensato di divulgare un vademecum che sia di utilità per i cittadini.

Per il circolo "Amici di Vito e Clara" è assolutamente "importante sapere quando e come utilizzarle, e fare un po' di chiarezza sulle varie tipologie, seguendo esclusivamente le indicazioni ufficiali fornite dal Ministero della Salute e dalla Oms".

"Innanzitutto è importante sapere che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di indossare la mascherina solo se si sospetta di aver contratto il nuovo coronavirus o se si presentano sintomi di malattie respiratorie, tosse o starnuti, oppure se ci si sta prendendo cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus", precisa Legambiente, che sottolinea anche che "l'uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus, perciò è utile indossarla quando si può essere a contatto con altre persone: consigliata quindi per chi va a fare la spesa e per gli esercenti a contatto con la clientela, perché permette di limitare il carico di diffusione del virus nell’ambiente". Più cogente, in termini di prevenzione, è l'igiene "respiratoria e delle mani".

Per quanto riguarda le mascherine - continua la sezione locale - "non sono tutte uguali, ce ne sono di varie tipologie: principalmente FFP1, FFP2, FFP3, con e senza valvola, e quelle chirurgiche. Le FFP1, FFP2 e FFP3 hanno un grado di protezione crescente, pari rispettivamente a 80%, 94% e 99%. Pertanto le mascherine tipo FFP1, avendo una bassa efficienza di filtrazione, non sono affatto indicate contro i virus. La mascherina verde chirurgica serve essenzialmente per far sì che chi la indossa protegga gli altri dal potenziale contagio. Al contrario, le mascherine FFP2 e FFP3 con valvola di esalazione del vapore, sono protettive solo per chi le porta, in quanto filtrano solo ciò che entra dall'esterno, e quindi sono indicate per medici e soccorritori che sono più a rischio. La valvola rende più confortevole le maschera. Le mascherine FFP2 e FFP3 senza valvola, invece, filtrano indifferentemente in entrata ed in uscita".

Inoltre è necessario indossare le mascherine correttamente, pena potenziali danni alla salute. "Non è assolutamente utile indossare più mascherine sovrapposte, e, precisa l'ISS, indossare la mascherina quando si è da soli in automobile è una misura assolutamente non giustificata, quindi non serve farlo. Se la mascherina viene indossata con una procedura non corretta, però, può non servire o essere addirittura dannosa. È estremamente importante, infatti, che ci laviamo accuratamente le mani prima di indossarla, e che non la tocchiamo mai con le mani sia mentre la stiamo indossando, sia quando ce la togliamo, avendo cura di farlo esclusivamente dagli elastici", conclude Legambiente.

"Ricordando ancora una volta che bisogna rimanere a casa limitando al minimo indispensabile le uscite, è bene sapere, come comunica la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, che nessuna mascherina garantisce la sicurezza assoluta, e che quindi la precauzione migliore è sempre quella di igienizzare costantemente le mani e rispettare la necessaria distanza di sicurezza da altre persone", commenta Michelangelo Guastamacchia, presidente del Circolo di Terlizzi "Amici di Vito e Clara". "Non dimentichiamo che la maggior parte delle mascherine non sono riutilizzabili e che, terminato l'uso, vanno smaltite con il secco residuo, lavandoci immediatamente le mani", conclude Guastamacchia.

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I commenti degli utenti
  • Infant ha scritto il 29 marzo 2020 alle 04:28 :

    Sei nn trovano pui dove posso aqustare. Nn mi va metter un pezzo di cottone . Perché nn serve x nulla . Questo promblim seria . Rispondi a Infant