All'Hotel Pineta dalle 8.30 alle 18.30

“La scienza prenatale a servizio della vita”, sabato il convegno organizzato da "Granello di senape"

L’intento è offrire a tutti i partecipanti un’analisi accurata su tutto ciò che oggi è possibile fare nei casi di patologie fetali, rispettando la preziosità dell’essere umano sin dal suo concepimento​

Attualità
Terlizzi sabato 09 novembre 2019
di La Redazione
La scienza prenatale a servizio della vita
La scienza prenatale a servizio della vita © Granello di senape

Si terrà oggi 9 novembre, dalle 8.30 alle 18.30, presso l’Hotel Pineta di Ruvo di Puglia, il primo convegno scientifico di medicina prenatale e neonatologia dal titolo “La scienza prenatale a servizio della vita”, organizzato dal Centro di aiuto alla vita “Granello di Senape” in collaborazione con la Fondazione onlus “Il cuore in una goccia” e con il patrocinio del Comune di Ruvo di Puglia, del Comune di Corato, dell’Aigoc, dell’Asl di Bari e dell’Amci.

Per l’occasione, professori e medici specialisti illustreranno metodiche diagnostiche e curative di alcune importanti patologie prenatali, come la spina bifida, nonché diagnosi, accompagnamento e cure perinatali di gravidanze a prognosi infauste.

Il convegno è organizzato nell’ambito della formazione degli operatori sanitari specializzati nell’assistenza alla mamma e al suo bambino dalla gravidanza alla nascita e al post nascita (ginecologi, pediatri, ostetriche, medici di medicina generale, psicologi…), ma si apre anche a tutti coloro che, in qualità di semplici uditori di questa complessa materia, vogliono capirci qualcosa o anche di quelle persone che, per varie ragioni, in tale mondo sono rimaste coinvolte.

I lavori si svolgeranno in due diverse sessioni, una antimeridiana e una pomeridiana, e saranno avviati e presentati dal dottor Ignazio Floriano, presidente del Cav “Granello di senape” di Ruvo.

Nella prima parte, interverranno come moderatori il direttore scientifico dottor Lucio Nichilo, responsabile Unità operativa cinokessa Ginecologia dell’Ospedale Umberto I di Corato, e il professor Filippo Maria Boscia, ginecologo, già direttore del dipartimento Materno-Infantile e già primario presso l’Unità operativa di Ginecologia dell’ospedale “Di Venere” di Bari. Seguiranno gli interventi del professor Giuseppe Noia, direttore dell’Hospice perinatale e ginecologo presso il Policlinico Gemelli di Roma, nonché presidente della fondazione onlus “Il Cuore in una goccia” e dell’Aigoc, che illustrerà il tema delle cure in patologie materno-fetali anche inguaribili; il dottor Luca Massimi, neurochirurgo infantile presso il Policlinico Gemelli di Roma, che tratterà il tema della chirurgia e cura nella spina bifida; il dottor Pasquale Rossi, ginecologo esperto in Medicina Prenatale, che relazionerà sulla diagnosi ecografica delle più comuni patologie prenatali.

Dopo la pausa pranzo, nella seconda sessione dei lavori relazioneranno la dottoressa Patrizia Papacci, neonatologa presso il Policlinico Gemelli di Roma sul delicato ambito delle Cure palliative neonatali e la dottoressa Ada Rubini, ostetrica presso il Policlinico Gemelli di Roma sull’accompagnamento ostetrico nella gravidanza e nel parto con diagnosi prenatale infausta.

Entrambe le sessioni si concluderanno con una tavola rotonda e con le toccanti testimonianze di famiglie che hanno beneficiato delle cure e della competenza di persone preparate e dedite all’assistenza nelle delicate gravidanze vissute nelle loro vite.

Per i primi 100 professionisti in ambito sanitario sarà possibile richiedere il riconoscimento di 8 crediti formativi ECM.

L’intento del convegno è quello di offrire a tutti i partecipanti un’analisi accurata su tutto ciò che oggi è possibile fare nei casi di patologie fetali, rispettando la preziosità dell’essere umano sin dal suo concepimento e trattando il feto come un paziente a tutti gli effetti. Un’adeguata e approfondita informazione medica può supportare le famiglie che si ritrovano a vivere tali difficoltà e che spesso, gravate da diagnosi infauste, si ritrovano a fare scelte psicologicamente devastanti. Donare una speranza di prevenzione, cura e sollievo del dolore attiva, invece, quel cambiamento culturale che permette ai genitori di poter sempre più scegliere in tutta serenità di accogliere, curare e amare il proprio figlio anche se si rivela affetto da gravi malattie.

Il messaggio fondamentale da far recepire a tutti è che la vita ha un valore inestimabile anche quando, a dispetto di tutte le condizioni avverse, sembra impossibile sussistere.

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