Sanità in tv

"Le Iene" al Sarcone: «L'ospedale è stato ristrutturato quando si sapeva che sarebbe stato chiuso»

Ieri sera è andato in onda su Italia Uno il servizio dedicato dall'inviato Gaetano Pecoraro alla sanità pugliese e, in particolare, all'ospedale di Terlizzi

Attualità
Terlizzi mercoledì 23 ottobre 2019
di La Redazione
"Le Iene" al Sarcone: «L'ospedale è stato ristrutturato quando si sapeva che sarebbe stato chiuso» © n. c.

Ieri sera i terlizzesi si sono sintonizzati in gran numero su Italia Uno per guardare il servizio dedicato da "Le Iene" alla sanità pugliese e, in particolare, al Sarcone, in procinto, come è noto, di diventare un presidio post-acuzie e centro di lungodegenza per effetto del riordino ospedaliero targato Emiliano.

Il nostro nosocomio è stato tra i protagonisti (assieme all'ospedale di Rutigliano) del contributo di Gaetano Pecoraro, che lo ha preso ad esempio dei tagli "lineari" che la Regione starebbe applicando ad alcune strutture sanitarie regionali, malgrado i recenti investimenti. Dopo aver mostrato in prima persona le sale operatorie inerti, alcune stanze con apparecchiature nuove di zecca ma deserte e i reparti attualmente semivuoti del Sarcone, la "iena" ha raccolto la testimonianza di un medico della Asl barese, che (restando anonimo) lo ha aiutato - assieme a un dirigente Asl milanese - a interpretare le pieghe del sistema sanitario pugliese, tra promozioni senza concorso, estemporanee sanatorie e stabilizzazioni "allegre" di dipendenti in seno all'azienda sanitaria locale. "La regione Puglia è sotto amministrazione controllata per eccesso di spese. Le dirigenze delle Asl dovrebbero vigilare, ma chi deve gestire non ha fatto i concorsi. Spesso si vince per colloquio e non per titoli. A volte vince chi non può nemmeno partecipare avendo procedimenti penali in corso”, ha continuato la "talpa".

Il personale sanitario intervistato da Pecoraro ha lamentato da parte sua i “milioni di euro buttati nel cesso”. Finanziamenti che, è stato spiegato alla "iena", sono stati "sottratti dove invece servirebbero" in quanto "la ristrutturazione di questo ospedale è iniziata quando già si sapeva essere superflua perché è a 10 chilometri da quello di Molfetta, 15 da quello di Corato e a 20 dal San Paolo”. “C’è stato un business estremo sull’edilizia ospedaliera”, ha aggiunto un'altra fonte. “La politica era di costruire ospedali, poi si vede a che cosa servono”.

Il giornalista di Italia Uno ha infine intervistato il governatore Emiliano chiedendogli conto delle recenti politiche regionali in tema sanitario, senza tuttavia andare molto al di là di un serrato botta e risposta, come spesso accade - purtroppo - nei confronti televisivi. “Lei se parla così rischia di essere querelato perché di sperperi non ce ne sono”, si è difeso il presidente della Regione. "Abbiamo dovuto chiudere gli ospedali che erano 'cattedrali nel deserto' e in più vieni a massacrarci. Lo fai perché siamo terroni?”.

Alla fine il quadro delineato da "Le Iene" non è stato affatto commendevole, ma neppure così inedito: non è emerso nulla o quasi che i cittadini pugliesi - e terlizzesi - non sapessero già, o per lo meno non subodorassero, ma bisogna ammettere che fa sensazione - e rabbia - la messa in evidenza, sia pure confezionata con "tempi" e modalità televisive (che, come è noto, non lasciano spazio alla complessità e all'analisi), di miopie e inefficienze che conosciamo molto bene. Anche perché, bisogna ammetterlo, spesso le legittimiamo con i nostri comportamenti quotidiani.

In serata è arrivata una dichiarazione di Gemmato, che ha controbattuto alla replica del presidente della Regione Puglia, il quale nel pomeriggio ha ribadito che l'ospedale di Terlizzi, malgrado la riorganizzazione, non chiuderà, anzi sarà valorizzato per quanto possibile. La riportiamo integralmente.

Caro Governatore capisco che sei un tantino nervoso, ma i terlizzesi non puoi prenderli ancora per fessi... puoi alzare la voce, puoi offendere il giornalista de Le Iene, puoi minacciare querele, puoi scappare dalle telecamere, puoi prendertela con un dipendente dell'Asl che ha detto solo la verità, puoi fare e dire tutto quello che vuoi ma di certo non la dai a bere a chi questo territorio lo vive ogni giorno e conosce in che stato sono i nostri ospedali.

A Terlizzi sono stati spesi 13 milioni di euro per un Pronto Soccorso nuovissimo, sale operatorie, attrezzature diagnostiche e altre attrezzature modernissime, tutte ancora imballate dentro il cellophane: VERO! A Terlizzi non si opera più, quelle sale operatorie non sono mai state nemmeno inaugurate: VERO! L'Ospedale di Terlizzi CHIUDE come Ospedale di base, sarà un plesso per la riabilitazione: VERO! Il Pronto Soccorso di Terlizzi CHIUDE, non sarà più H24 e non effettuerà più diagnostica avanzata: VERO! In tutto il NORD BARESE non esiste una Unità di Terapia Intensiva Coronarica: VERO! L'Ospedale Unico di Primo Livello che avevi promesso con la Carta di Ruvo era solo uno show a beneficio delle telecamere: VERO! Diversi Ambulatori di Terlizzi sono attualmente chiusi e dirottati altrove: VERO! Le liste di attesa per una semplice ecografia sono chiuse: VERO! Gli ospedali di Terlizzi, Corato e Molfetta insieme hanno un numero di posti letto inferiore a quelli previsti dal Dm 70 per un singolo presidio di Primo Livello: VERO!

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I commenti degli utenti
  • Angelo ha scritto il 23 ottobre 2019 alle 10:09 :

    La verità fa male, VERO! Lo "sceriffo" della regione è stato pizzicato sul nervo scoperto. Stanno maldestramente cercando di rientrare nel piano di spesa a scapito della popolazione e questa è, senza qualunquismi, la scomoda realtà. Lo sceriffo dovrebbe provare sulla sua pelle cosa significa muoversi fra tre ospedali (Corato, Molfetta e Terlizzi) cercando di farsi curare e poi ne riparliamo. Rispondi a Angelo

  • gioacchino tricarico ha scritto il 23 ottobre 2019 alle 06:25 :

    non c'è che dire. anzi ci sarebbe molto da dire. auspicherei un confronto alla messicana tra fitto, vendola ed emiliano, sull'argomento. certo dovrei sorbirmi ore di argomenti in politichese, espressi con difetti di pronuncia. ma chissà che non venga fuori qualcosa di interessante e di chiarificatore. sta di fatto che per l'ennesima volta viene fuori la gestione della cosa pubblica come fosse privata, ma non nel senso imprenditoriale, ma nel senso che ognuno ci fa i cazzi propri , con i soldi pubblici. cioè, dai tempi dei Romani non è cambiato nulla. e chi più strilla di avere mani pulite... ma che ve lo dico a fare? Rispondi a gioacchino tricarico