I citizen scientist potranno scattare foto che saranno esaminate da esperti entomologi, guidati dal professor Francesco Porcelli, ideatore del progetto

Arriva InBioAIQua per riconoscere gli organismi "alieni". Il 23 maggio workshop a Terlizzi

Si tratta di un'app per promuovere la conoscenza, informare e accrescere la consapevolezza dei cittadini, degli agricoltori in particolare, per la difesa del verde e la salvaguardia della biodiversità​

Attualità
Terlizzi mercoledì 17 aprile 2019
di la redazione
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Logo InBioAIQua © InBioAIQua

Un' app per monitorare la presenza e l’arrivo di organismi alieni. È questo lo strumento al centro del progetto InBioAIQua.

I citizen scientist potranno scattare foto che saranno esaminate da esperti entomologi guidati dal professor Francesco Porcelli, ideatore del progetto, e ricevere informazioni utili per contrastare le invasioni biologiche. L’app sarà un utile strumento per promuovere la conoscenza, informare e accrescere la consapevolezza dei cittadini, degli agricoltori in particolare, per la difesa del verde e la salvaguardia della biodiversità. Il progetto InBioAIQua è stato presentato nel corso di una conferenza stampa nella sede dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, alla quale hanno partecipato il professor Francesco Porcelli del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Aliment (Disspa) dell'Università di Bari, la dottoressa Maria Antonietta Porcelli di Agriplan, la dottoressa Filomena Picca, responsabile della Misura 1 del Psr Puglia, e il dottor Luca Limongelli dell'Autorità di gestione del Psr Puglia.

L’obiettivo del progetto InBioAIQua, ideato dal Disspa, è di informare tempestivamente e qualitativamente gli operatori agricoli, sentinelle del territorio, sulle invasioni biologiche da organismi alieni, invasivi e da quarantena, trasferendo informazioni tecniche e favorendo l’integrazione con esperti di fama internazionale. Le barriere naturali che limitavano lo sviluppo della flora e della fauna entro determinate regioni sono ormai venute meno. Così varie specie si spostano a migliaia di chilometri dal loro habitat naturale. Queste sono definite specie alloctone (o aliene). Alcune di esse non sopravvivono nel nuovo habitat, altre si diffondono e insediano sino a causare un danno all’ecosistema esistente, alle attività agricole e zootecniche. Le specie alloctone che hanno tale impatto negativo si chiamano specie invasive. Il progetto InBioAIQua si occupa di alcune di queste specie aliene come ad esempio Philaenus spumarius (vettore di Xylella fastidiosa), Drosophila suzukii (moscerino della frutta), Aleurocanthus spiniferus (da cui deriva la fumaggine) e Agaonidae (vespe dei fichi).

Dal 25 aprile partiranno i workshop tematici itineranti “Cosa sono, come riconoscerli, cosa fare. Uso di strumenti SW, HW, IT, e lot al primo contatto con un Organismo Alieno, Invasivo o da Quarantena” in 45 comuni pugliesi. L'appuntamento a Bitonto, Terlizzi, Ruvo di Puglia e Molfetta è previsto il 23 maggio prossimo.

«Il progetto è disegnato per indurre nel maggior numero di persone e in più strati possibili del sociale che ci circonda una reazione di interesse verso questi organismi alieni invasivi e da quarantena - ha dichiarato il professor Porcelli -, nella speranza che un po’ una sorveglianza territoriale, un po’ un'accresciuta coscienza del ruolo che ogni cittadino può e deve avere nella gestione della cosa pubblica, generino un'interazione positiva».

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