La lettera aperta

Museo della Civiltà Contadina, la figlia di Damiano Paparella: «Bisogna ribellarsi all'incuria»

Mariella Paparella scrive un'accorata lettera indirizzata al padre, fondatore e massimo contributore del museo terlizzese, ormai chiuso: «Sono sicura che i terlizzesi sapranno ribellarsi a questa incuria che non meritano»

Attualità
Terlizzi domenica 14 aprile 2019
di La Redazione
Museo della Civiltà Contadina, la figlia di Damiano Paparella: «Bisogna ribellarsi all'incuria»
Museo della Civiltà Contadina, la figlia di Damiano Paparella: «Bisogna ribellarsi all'incuria» © archivio damiano paparella

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Mariella Paparella, figlia di Damiano, fondatore e massimo contributore del Museo della Civiltà Contadina terlizzese, luogo di memoria chiuso ormai da anni, che un tempo aveva sede in Via Diaz.

Parlando al padre, la donna si rivolge all'amministrazione comunale di Terlizzi per sollecitare la riapertura di questo prezioso museo di storia sociale, i cui pezzi, reperiti con pazienza e passione da Paparella, sono da troppi anni depositati in condizioni precarie in attesa di una eventuale ricollocazione. In allegato all'articolo una galleria di fotografie di repertorio riguardanti il Museo della Civiltà Contadina.

Di seguito il testo integrale della missiva.

Caro papà,

avrei voluto indirizzare questa lettera agli amministratori del Comune di Terlizzi, invece la scrivo a te.

La tua è stata una grande e forte passione, quella di aver voluto raccogliere quasi 4000 oggetti antichi e belli che riguardavano la storia della nostra città e della nostra civiltà, dedicando molti anni della tua vita e spendendo anche denaro per creare in un futuro il "Museo della Civiltà Contadina".

Gli stessi terlizzesi ti hanno donato con tutto il cuore tanti oggetti per un unico scopo, quello di creare un museo, dando un volto diverso alla tua Terlizzi, che tanto hai amato. Quante volte hai detto che Terlizzi sarebbe stata orgogliosa di avere un museo che tante altre città avrebbero invidiato...

Nei primi tempi le maestre accompagnavano con gioia i loro alunni a far conoscere il nostro passato e gli stessi alunni erano felici di poter toccare con mano la storia dei loro nonni. Per l'ennesima volta è giunta notizia di un furto di materiale appartenente al tuo e al nostro museo (visto che appartiene alla cittadinanza), perché la negligenza di chi avrebbe dovuto controllare ha permesso che molti pezzi fossero sottratti [n.d.r.: il furto di parte della donazione fatta da Paparella al Comune è avvenuto presso i sotterranei dell'istituto scolastico Moro-Fiore, dove era stato depositato il materiale].

Se tu fossi qui tra noi sono sicura che ne soffriresti molto, perché noi abbiamo visto e vissuto l'amore che avevi per questi oggetti, trattandoli come tuoi figli, e lo sai che non esagero! Oggi chi volesse visitarlo non potrebbe perché è ormai chiuso da tempo. Non c'è controllo, non c'è un custode nemmeno per aprirlo e per chiuderlo. Peccato, caro papà. Neanche io che sono tua figlia e che abito ormai fuori Terlizzi ho potuto più visitarlo.

Nel maggio del 2018 ho telefonato al sindaco, il quale mi ha risposto che mi avrebbe richiamata. Dopo quasi un anno sono ancora in attesa di una sua telefonata. Comunque, papà, riposa in pace. Sono sicura che i terlizzesi che amano davvero la propria città, quelli che ti hanno conosciuto veramente e ti hanno amato per come eri e per quel che facevi, e quei terlizzesi che come te hanno voluto ardentemente la creazione del Museo della Civiltà Contadina sappiano ribellarsi ad una incuria che gli stessi cittadini non meritano. Ciao, papà.

Mariella

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I commenti degli utenti
  • luigi.piccolomini ha scritto il 15 aprile 2019 alle 06:44 :

    Brava Mariella, le ns. origini non vanno dimenticate e tuo padre ha fatto tanti sforzi per raggiungere il suo obiettivo, quello di far conoscere alle generazioni prossime e future, le attrezzature del momdo contadino e quindi quanto gravoso era il lavoro. Lo dice uno che ha la stessa passione in maniera molto piu' ridotta. Hai fatto bene a ricordare al Sindaco che bisogna trovare una occupazione definitiva e ben in mostra. Io che giro per le sagre e tanti paesini, quasi tutti hanno ben esposte questi cimeli che ricordano le origini della civilta' contadina. Tanto si e speso tuo padre. Spero che a questo appello il Sindaco sicuramente non sarà sordo, e tanto si prodigherà. Rispondi a luigi.piccolomini