Il caso

«Viviamo nell'ex macello da anni e adesso ci intimano di andar via: non possono trattarci così»

Una famiglia terlizzese, che occupa da circa trent'anni i locali dell'ex struttura comunale, potrebbe essere evacuata entro pochi giorni: nell'area, adesso di proprietà di una impresa privata, sorgerà un centro commerciale

Attualità
Terlizzi venerdì 15 marzo 2019
di La Redazione
Cominciati i lavori per il nuovo centro commerciale in Via Macello
Cominciati i lavori per il nuovo centro commerciale in Via Macello © puliamo terlizzi

Nell'area dell'ex macello sorgerà presto - secondo quanto si apprende dai corridoi di Palazzo di Città - un nuovo centro commerciale del settore alimentare.

Il cantiere è già attivo nel terreno compreso tra Viale Italia e, per l'appunto, Via Macello. Per far spazio ai lavori, sono stati già abbattuti numerosi alberi che sorgevano nella radura che si affaccia sull'arteria periferica e presto dovrà essere demolita anche la struttura dell'ex mattatoio comunale.

Costruito nel 1978, il macello è chiuso ormai da decenni e nel 2015, durante il primo mandato Gemmato, è stato venduto dal Comune, attraverso un’asta ad offerte segrete, a una impresa di Andria che si è aggiudicata un'area di circa dodicimila metri quadri classificata nel piano regolatore con destinazione F4 (aree per attrezzature commerciali all’ingrosso e al minuto, sportive e ricreative direzionali). La società andriese dovrà dirigere i lavori di demolizione e costruzione nel sito, su cui edificherà in seguito un centro commerciale provvisto di area parcheggio.

Fin qui tutto nella norma: unico particolare, in uno dei fabbricati appartenenti all'ex mattatoio vive da anni una famiglia terlizzese, alla quale alcuni giorni fa, in concomitanza con la delimitazione del cantiere, è stato notificato che dovrà abbandonare l'area, dove i lavori entreranno presto in una fase avanzata.

Gli occupanti, però, non ci stanno e hanno contattato la nostra testata per ribellarsi alla notifica di "sfratto" ricevuta dall'impresa andriese, neoproprietaria del sito. La comunicazione da parte del rappresentante della srl, afferma un componente della famiglia, è avvenuta in maniera brusca e, soprattutto, irrevocabile. "Ci hanno intimato di andare via entro pochi giorni perché devono procedere con il cantiere. Ma non ci possono mandare via in questo modo, noi non ci sentiamo degli abusivi perché tra l'altro paghiamo tutte le bollette - spiega -. Inoltre il nostro nucleo è composto anche dai nostri genitori, che sono anziani e non saprebbero dove andare: sono trent'anni che vivono qui. Abbiamo provato a rispondere alla ditta che non ci si può comportare così, ma non hanno voluto sentire ragione, anzi, ci hanno anche detto che il Comune non può far nulla per aiutarci perché ha venduto l'intera area. Noi abbiamo chiesto molte volte un confronto con il sindaco, ma non se ne è mai fatto nulla. Non so se possono trattarci così", lamenta.

Interpellato da TerlizziLive, l'ufficio del sindaco ha risposto che l'amministrazione e la Polizia Municpale non sono al corrente della situazione denunciata, né i Servizi sociali del Comune hanno ricevuto mai alcuna richiesta di sussidio da parte della famiglia che vive nei locali del vecchio mattatoio. Quanto alle richieste di incontro da parte degli occupanti - continuano da Palazzo di Città - "ogni istanza di colloquio con il sindaco è sistematicamente accolta e calendarizzata. Da parte dell'amministrazione c'è tutta la disponibilità del caso a incontrare e ascoltare la famiglia, a capire qual è il problema e a cercare soluzioni possibili".

In ogni caso, se luce dovrà essere fatta sul caso, è necessario che sia fatta al più presto: il tempo scorre ed entro pochi giorni un'intera famiglia potrebbe ritrovarsi in gravi difficoltà.

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I commenti degli utenti
  • gioacchino tricarico ha scritto il 16 marzo 2019 alle 12:07 :

    certo che polizia municipale e amministrazione che affermano di non essere a conoscenza del Fatto che una famiglia abiti da trenta anni in locali comunali, senza alcuna autorizzazione è un fatto a dir poco incredibile. Rispondi a gioacchino tricarico