In Biblioteca domani alle 19 e 15

Libera ricorda Michele Fazio, vittima innocente di mafia

Il costituendo presidio cittadino incontra il papà Pinuccio in attesa della Giornata regionale della Memoria e dell’Impegno, in programma a Brindisi il 21 marzo

Attualità
Terlizzi lunedì 11 marzo 2019
di Michele Colaleo
Michele Fazio
Michele Fazio © Web

“Manteniamo viva la memoria” è il titolo dell’evento che gli associati terlizzesi di Libera hanno organizzato per domani sera presso la Biblioteca Comunale “Luigi Marinelli Giovene”.

A partire dalle 19.15, gli spazi del Salone De Pau’ ospiteranno Pinuccio Fazio, padre della vittima innocente di mafia Michele Fazio.

Scopo della serata, alla quale prenderà parte anche Roberto Campanelli (membro della Segreteria di Libera Puglia) e che sarà moderata dalla giornalista Cinzia Urbano (attivista terlizzese dell’associazione) è quello di ricordare il sacrificio di Michele, morto a soli 16 anni il 12 luglio 2001 a causa di un proiettile esploso da malavitosi.

Michele si trovava a Bari vecchia, in largo Amendoni, ed in quel maledetto giorno d’estate la sua nuca intercettò un colpo evidentemente indirizzato a qualcun altro, partito durante uno scontro tra clan mafiosi rivali.

Gli accertamenti degli inquirenti in seguito alla morte permisero di ipotizzare che il corpo di Michele potesse esser stato utilizzato come scudo dal destinatario dei proiettili esplosi nel corso della sparatoria, ma le incertezze legate all’identificazione degli assassini portarono nel 2004 all’archiviazione del caso da parte del pm titolare delle indagini.

Da quel momento Pinuccio e Lella, genitori del ragazzo, hanno iniziato la loro personale battaglia fatta di impegno civile e sociale, finalizzato a chiedere giustizia e verità sulla drammatica scomparsa del loro amato figlio.

In quell’anno, infatti, i genitori di Michele decisero di non partecipare alla manifestazione organizzata sul luogo dell'omicidio in occasione dell’anniversario della morte, rendendosi protagonisti di una protesta tradottasi anche nella nascita dell’associazione culturale intitolata alla memoria del figlio.

“Pensiamo che il modo migliore per ricordarlo sia tenere alta la bandiera della legalità e della pace, anche in uno dei cosiddetti quartieri a rischio”. Con queste parole Pinuccio e Lella commentarono l’inaugurazione dell’ente no-profit sito in Via Zeuli a Bari, dando di fatto il via alla rinascita della città vecchia anche con la collaborazione dei rappresentanti dei comitati di quartiere, portatori della voglia di riscatto sociale di tanti baresi onesti.

Le indagini sono state poi riaperte quello stesso anno dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, su richiesta del gip del Tribunale e del pm Desiree Di Geronimo.

Gli accertamenti giudiziari hanno portato all’individuazione prima di due assassini, processati con rito abbreviato e condannati a 19 e 14 anni di reclusione per omicidio volontario e concorso in detenzione di armi da fuoco (2007), poi alla condanna del terzo ed ultimo componente del commando omicida, avvenuta nel 2016 con una pena di 7 anni e 6 mesi per il reato di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso.

A distanza di tre anni dalla conclusione dell’iter giudiziario, i genitori di Michele continuano ad impegnarsi nella lotta quotidiana per la cultura della legalità, sia attraverso le iniziative dell’associazione, sia attraverso incontri e dialoghi aperti al pubblico, come quello che si terrà domani sera in Biblioteca.

L’appuntamento, oltre ad essere una preziosa occasione per conoscere dei testimoni diretti di vicende legate alle tragedie provocate dalla criminalità organizzata, anticipa la ricorrenza del 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, che in Puglia vedrà la città di Brindisi trasformarsi in Luogo della Memoria.

Si tratta di un evento organizzato simultaneamente nelle piazze delle varie regioni italiane, durante il quale si darà lettura degli oltre 900 nomi di vittime e ci saranno numerosi momenti di riflessione ed approfondimento.

Il tutto per dar corpo alla richiesta incessante di verità e giustizia e sottolineare come - queste le parole di Libera - “per contrastare le mafie e la corruzione occorre sì il grande impegno delle forze di polizia e di molti magistrati, ma prima ancora occorre diventare una comunità solidale e corresponsabile, che faccia del “noi” non solo una parola, ma un crocevia di bisogni, desideri e speranze.”

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