La reazione

«Il trasferimento del mercato in periferia significherebbe la sua distruzione»

Il presidente dell'associazione Unibat, che tutela gli ambulanti, commenta negativamente i rumors circa il possibile spostamento del mercato del martedì in Via Giovanni Paolo II

Attualità
Terlizzi sabato 23 febbraio 2019
di La Redazione
spostamento del mercato settimanale?
spostamento del mercato settimanale? © n. c.

Savino Montaruli, presidente di Unibat, associazione di categoria dei venditori ambulanti, commenta negativamente i "rumors" sul possibile trasferimento del mercato settimanale del martedì a Terlizzi in Via Papa Giovanni Paolo II, in zona 167 nei pressi della via per Molfetta.

“Apprendiamo un’altra, ridicola e strumentale notizia che vedrebbe l’amministrazione comunale di Terlizzi essere propensa a sostenere un’ipotesi di trasferimento del mercato settimanale in viale Giovanni Paolo II, all’estremità dell’estrema periferia cittadina. Noi auspichiamo che si tratti solamente di giochi politici e polisindacali nei quali non intendiamo per nulla entrarci perché non ci appassionano mentre potrebbero appassionare gli inerti e gli inetti, perennemente silenti e accondiscendenti".

Per Montaruli "l’ipotesi del trasferimento del mercato in viale Giovanni Paolo II significherebbe la definitiva distruzione del tradizionale mercato di Terlizzi e chi non si opponga a tale eventualità significa che non ha a cuore le sorti del mercato o peggio che ambisca a barattare tale distruzione con altre forme di vantaggio di parte".

"Ovviamente - continua - staremo molto attenti affinché nessuna delle sciagurate ipotesi si realizzi quindi sin da ora e pubblicamente rigettiamo eventualità di questo genere ed invitiamo l’amministrazione comunale a chiarire immediatamente smentendo la notizia del trasferimento poiché questi pettegolezzi influiscono pesantemente sulle imprese concessionarie di posteggio nel mercato del martedì".

"Da parte nostra, piuttosto, siamo disponibili ad incontrare immediatamente l’amministrazione comunale per la riqualificazione e la riorganizzazione dell’attuale area mercatale con la rimodulazione logistica per garantire i diritti acquisiti a coloro che tali diritti li stanno mantenendo con sacrificio e con abnegazione - prosegue Montaruli -. Ad ogni buon conto prendiamo sin da ora le distanze da soggetti, singoli o associati, che dovessero esprimere pareri a sostegno, millantando rappresentanza che non hanno, assumendo decisioni ignote ai concessionari di posteggio quindi passibili di essere perseguiti ai sensi di legge, come accaduto e come accadrà a Molfetta. Nella prossima, imminente assemblea generale si discuterà anche del caso Terlizzi oltre che del caso Molfetta", conclude il presidente di Unibat.

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I commenti degli utenti
  • Giuseppe Funpage ha scritto il 23 febbraio 2019 alle 16:08 :

    Inoltre il viale è molto pericoloso anche per tutti coloro che frequentano il mercato infatti una volta piazzate le bancarelle su entrambi i lati non c'è spazio per gli avventori e gli operatori spazio occupato da uno spartitraffico con palme molto pericoloso. In molti casi i mezzi vengono parcheggiati sui marciapiedi con danni ai marciapiedi. Tutto ciò si traduce in un passaggio precario e pericoloso per tutti coloro che frequentano il mercato. Rispondi a Giuseppe Funpage

  • Giuseppe Funpage ha scritto il 23 febbraio 2019 alle 15:58 :

    Il Sig. Mantarulli non so di dove sia e penso che non conosca l'attuale collocazione del mercato settimanale, una collocazione talmente infelice che darei il premio nobel a chi decise di posizionalo in un punto cruciale della viabilità cittadina. Il mercato settimanale su viale Italia paralizza il traffico cittadino facendo confluire tutto il traffico per il centro visto che è uno dei 2 snodi principali di Terlizzi, complice anche chi dovrebbe controllare il traffico e non controlla. Inoltre il blocco di viale Italia rende ostaggi del mercato un intero quartiere, una scuola dell'infanzia elementare e media e un centro di riabilitazione, rendendo quasi impossibile raggiungere la zona a mezzi di emergenza quali vigili del fuoco, ambulanze etc., zona abitata da qualche migliaio di persone. Rispondi a Giuseppe Funpage