La presa di posizione

L’Azione Cattolica conto il Decreto Sicurezza: «Viene prima l’uomo»

«La nostra coscienza ci impone di dire un chiaro “no” alle inquietanti prospettive che questa legge apre»

Attualità
Terlizzi mercoledì 09 gennaio 2019
di La Redazione
Matteo Salvini
Matteo Salvini © contropiano.org

«Stiamo vivendo settimane e giorni febbrili in cui, su temi politici di rilevanza fondamentale per la nostra identità di popolo e per il nostro futuro, si susseguono notizie, emergenze, colpi di scena, dichiarazioni, smentite, prese di posizione che stanno infiammando il Paese e che, proprio per il carico di responsabilità e di scelte che comportano, interrogano e fanno discutere animatamente Istituzioni, alte cariche dello Stato, sindaci e regioni, intellettuali, ma anche la società civile».

Inizia così la nota della presidenza diocesana dell’azione cattolica, che prende posizione su alcuni temi di strettissima attualità. «Dopo il Decreto Sicurezza e rispetto alla questione “Porti chiusi” per le navi Ong che soccorrono migranti, si sta scatenando un vero e proprio movimento di protesta ampio, variegato, supportato da motivazioni differenti, che parte soprattutto dalle periferie, ed è un fenomeno che non va sottovalutato né ignorato, segno di un dilagante disagio, ma anche di una dialettica partecipazione alle sorti del nostro Paese.

La Chiesa, attraverso le parole del Papa, si è sempre espressa in maniera inequivocabile e in tempi non sospetti, sulla salvaguardia della vita umana e sulla sua dignità, sulla necessità di operare in una prospettiva di inclusione e concreta integrazione, così come sull’urgenza di rimuovere situazioni di conflitto che generano morte, povertà, sperequazione economica e sociale.

Come Azione Cattolica diocesana, seguendo la strada tracciata dal nostro compianto Vescovo don Tonino, apostolo della pace, della promozione umana e della convivialità delle differenze, non possiamo tacere; sentiamo invece forte il dovere morale di onorarne la memoria con il coraggio delle idee e la concretezza dei segni. Abbiamo quindi l’urgenza, in questo momento storico confuso, di esprimerci con essenzialità evangelica e senza tanti giri di parole per affermare che prima delle nostre paure, prima della rabbia, prima degli italiani, viene l’uomo, c’è “prima l’uomo”. Se questo principio viene messo in discussione da una legge o dalle sue applicazioni, se la stessa legge s’incardina su basi che minano i fondamentali diritti umani, noi dobbiamo dire in maniera chiara che per noi la vita e la dignità umana sono al primo posto. La nostra coscienza ci impone di dire un chiaro “no” alle inquietanti prospettive che questa legge apre, a cominciare proprio dalla negazione della sicurezza. Vogliamo inoltre invitare i movimenti laici e cristiani, i sindacati, le associazioni culturali e di categoria, i gruppi, a far sentire la propria voce al fine di promuovere e incentivare insieme, con una plurale presa di posizione, un movimento dal basso, popolare, che possaa alimentare non fumose e rancorose discussioni sui social, ma la possibilità concreta di un’azione sociale mirata, efficace e soprattutto umanamente educativa.

Se, come diceva don Milani, l’obbedienza non è più una virtù, il silenzio in certi casi non è rispetto, è omissione», conclude la nota.

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I commenti degli utenti
  • gioacchino tricarico ha scritto il 09 gennaio 2019 alle 10:15 :

    cari amici della azione cattolica e dei "tipi sinistri", non avete ancora compreso che sbraitare, dopo gli immensi guasti che si sono provocati, non serve a molto, se non a rendere ancora più evidenti i limiti, i guasti, gli errori politici commessi finora. e poi la presa di posizione plurale, dal basso, corale ecc. c'è già stata, proprio nel senso indicato da quel decreto. si chiama democrazia, funziona così. Rispondi a gioacchino tricarico