La storia della onlus

L’impegno sociale de “La casa di Peppe”, dai diari scolastici ad una struttura per i minori

Una ricostruzione delle vicende che hanno portato alla nascita dell’ente e delle iniziative benefiche dedicate ai bambini ed alle comunità bisognose

Attualità
Terlizzi domenica 14 ottobre 2018
di Michele Colaleo
La Casa di Peppe
La Casa di Peppe © La Casa di Peppe

La distribuzione gratuita di un diario a tutti i bambini della scuola primaria “San Giovanni Bosco” in Via Millico è soltanto l’ultima delle iniziative della cooperativa sociale terlizzese “La casa di Peppe”, ente che sin dalla sua fondazione ha riservato un’attenzione particolare alle problematiche familiari e sociali dei più piccoli.

L’idea è stata proposta per il secondo anno consecutivo ed è il risultato di una collaborazione virtuosa tra la onlus ed alcune realtà private del territorio, mosse dalla volontà di far dono ai piccoli studenti di un oggetto che accompagni quotidianamente la loro esperienza annuale di studio.

Si tratta di un progetto in piena continuità con la ragion d’essere de “La casa di Peppe”, ente benefico che nasce dalla volontà dei fondatori - principalmente familiari ed amici di lunga data - di ricordare Giuseppe Adamo, uno dei due ragazzi terlizzesi deceduti in seguito al tragico incidente stradale il 13 marzo 2011. Peppe aveva appena 24 anni, era laureando in Operatore dei Servizi Sociali e da circa sei mesi lavorava come macchinista della Ferrotramviaria; aveva inoltre una particolare sensibilità verso la natura ed il lavoro agricolo, che esercitava liberamente nei terreni di proprietà della famiglia.

La volontà di onorare la memoria di Peppe e di ricordare la sua figura ha cominciato a manifestarsi già dopo pochi mesi dalla sua scomparsa, quando i colleghi della Ferrotramviaria hanno pensato di organizzare un torneo di calcio che portasse il suo nome. Il senso del dovere verso gli altri e la forte responsabilità verso le centinaia di persone che quotidianamente si affidavano alla sua guida aveva impressionato positivamente anche coloro che lavoravano con lui soltanto da poco tempo.

Il torneo va tuttora avanti e viene riproposto ogni anno ad agosto, nel periodo del compleanno di Peppe. Si trattava tuttavia di un evento episodico, che non rispondeva compiutamente alla necessità intimamente sentita dalla famiglia e dagli amici più stretti di realizzare qualcosa di più concreto, tangibile e duraturo per non disperdere il prezioso patrimonio valoriale ed umano della personalità di Peppe.

Inizia così a prendere forma l’idea di edificare una struttura finalizzata all’accoglienza dei minori in un terreno di proprietà della famiglia sito presso Sovereto, dove Peppe sognava di costruire un giorno la sua casa. La scelta non è stata casuale, in quanto per lui quel luogo rappresentava una vera e propria oasi di pace, il suo posto nel mondo a contatto con la natura dove poter vivere una vita serena ed armonica. Anche la scelta di dedicare gli spazi della casa ai bambini non è stata casuale: essa sarebbe diventata, nell’intenzione dei suoi cari, la dimora temporanea per i figli che Peppe non avrebbe più potuto avere.

Una volta definito il nucleo ideale del progetto, tra la fine 2011 e l’inizio del 2012 comincia a costituirsi un primo comitato fondativo, composto principalmente da amici e parenti. Dopo questa fase iniziale, si è avviato tutto l’iter necessario a dar vita alla onlus “La casa di Peppe”. L’approvazione del progetto, il reperimento dei fondi - in parte dal premio assicurativo derivante dal processo, in parte da risorse della famiglia - e la serie degli adempimenti burocratici hanno portato alla posa della prima pietra nel 2015. Nel frattempo però l’ente in quanto tale è stato comunque pienamente operativo.

Nel 2012 gli operatori dell’ente hanno consegnato 1200 bottiglie di olio prodotto nei terreni della famiglia di Peppe alla Caritas di Carpi e al campo di Finale Emilia. Tutto è nato da un contatto con un sacerdote della diocesi locale, il quale chiedeva ospitalità per una ragazza-madre all’interno della struttura. Non essendo al tempo ancora iniziata l’edificazione, i volontari si sono recati personalmente in Emilia per consegnare l’olio e provare, con questo piccolo ma significativo gesto, ad alleviare le sofferenze delle popolazioni terremotate. Nello stesso anno c’è stata anche una seconda donazione di olio alla mensa della Caritas di Verona, che aveva contattato l’ente sempre per ragioni di accoglienza.

L’opera di costruzione della casa è ormai alle battute finali ed è prevista una sua piena operatività a partire da fine 2018. Nel frattempo, a maggio c’è stato l’atto costitutivo della cooperativa, che si occuperà di tutti gli aspetti gestionali della struttura. Contestualmente all’assemblea c’è stata anche l’elezione del Presidente della onlus, con la scelta che è ricaduta sul ventottenne Giuseppe Bonasia. Laureato in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Studi Europei, Bonasia ha alle spalle anche un’esperienza da operatore sociale in una onlus che si occupa del recupero di tossicodipendenti. Il tempo trascorso con questi ultimi ed il forte legame affettivo con Peppe lo hanno portato a seguire con attenzione tutte le iniziative di solidarietà organizzate in suo nome, fino ad arrivare alla piena condivisione della mission dell’ente.

Il complesso sarà una vera e propria casa-famiglia, un centro h24 in grado di accogliere fino a 10 ragazze madri e/o minori in difficoltà. Per poter garantire loro l’adeguato supporto umano e materiale, è prevista anche la presenza di operatori socio-sanitari (come educatori e psicologi) e di un servizio mensa interno. Vi sarà anche una convenzione con i servizi sociali locali, fondamentale per gestire i diversi percorsi di affidamento che sono previsti dalla legge. Per quanto concerne le fonti di finanziamento, queste deriveranno dai proventi della vendita dell’olio dei terreni di Peppe, dalle rette degli ospiti e da tutti coloro che vorranno contribuire attraverso il 5 per mille.

Tutto questo è e sarà “La casa di Peppe”, un luogo costruito su misura per i più piccoli, affinché essi possano ritrovare il sorriso ed essere certi che ci sarà sempre qualcuno per loro.

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