La lettera

«Cara dirigente del Polo Liceale, le sue decisioni sono un modo per distribuire premi e punizioni»

L'ex insegnante del Liceo Classico Lucia Vangi Drago indirizza alla dirigente scolastica del Polo Liceale Anna Maria Allegretta una lettera aperta sul recente riassetto del corpo docente nell'istituto

Attualità
Terlizzi venerdì 06 ottobre 2017
di La Redazione
liceo classico
liceo classico © TerlizziLive

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta sulla questione del riassetto dell'organico docente del Polo Liceale di Terlizzi da parte della professoressa Lucia Vangi Drago, ex docente di latino e greco del Liceo Classico "Sylos" con quarantennale esperienza di insegnamento in molti licei della provincia, tra cui Molfetta, Barletta, Trani.

Una brutta vicenda quella che ha riguardato da ultimo il Liceo Classico "Sylos". Una ferita al cuore della comunità scolastica e all’intera cittadinanza terlizzese, da sempre legata al suo liceo, teatro di memoria e spirito del presente, un luogo molto speciale, capace di mettersi in gioco sempre, di leggere le storie dal profondo, di raccontare le perdite e i cambiamenti.

Al Classico sono legati pezzi di vita di ognuno, vicende liete o dolorose, sempre confortate dal balsamo della condivisione e della vicinanza. In primo piano comunque i ragazzi, i nostri giovani con cui i docenti hanno condiviso passioni, esperienze, progetti.

In questo liceo ho insegnato anche io il latino e il greco, le materie che da sempre amo, sin dal tempo in cui nelle aule mancavano i banchi, ma non certo il desiderio di guardare la scuola e la vita con gli occhi sorpresi dalla vastità dei problemi e dalla forza della bellezza per crescere e maturare insieme agli studenti, materia umana non sorda (Dante s’insinua sempre), ma viva, duttile e pronta a recepire ogni stimolo.

Tanti di questi giovani hanno poi lasciato la loro impronta nella società: dalla politica alla cultura al volontariato all’impegno civile c’è tutto il viaggio della loro vita nella storia di quel liceo, ricordato sempre con gratitudine non disgiunta da una punta di commozione. Erano dei liceali, lo sono rimasti sempre.

L’esperienza di alcuni di noi in quella scuola è poi finita, ma è iniziato un tempo nuovo, gioiosamente riempito da nuove, preziose esperienze, da nuovi alunni e altri docenti. Ho avuto la fortuna di conoscerne alcuni, eccezionalmente validi non solo nel trasmettere i pur necessari strumenti tecnici del sapere, ma soprattutto nel sollecitare, con l’arte della maieutica, il rovello dell’intelligenza, la pratica del dubbio, la capacità di discernere, di essere coerenti e responsabili delle proprie scelte.

Ma cosa è accaduto ora?

Un decreto iniquo della preside (pardon: dirigente scolastica) ha sparigliato tutte le carte, ha lacerato esperienze, legami, continuità di insegnamento e apprendimento. Facendosi scudo della pessima legge 107 (la cosiddetta Buona Scuola), ha distribuito premi e punizioni con un’operazione di sradicamento consapevole che non tiene in alcun conto l’efficacia didattica maturata negli anni da quegli ottimi docenti e le opinioni e i desideri degli studenti.

E allora, continuate pure a ragionare e discutere di efficienza, organico unico, “scelte aziendali e dirigenziali”. Senza dimenticare però mai un attimo le partite davvero in gioco in questa vicenda e le leggi non scritte (gli agrapta) che ciascuno di noi custodisce nel profondo della coscienza e porta nell’anima come sigillo di umanità.

E non è cosa di poco conto.

Lucia Vangi Drago (ex docente del Liceo Classico "Sylos" di Terlizzi)

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I commenti degli utenti
  • Paola Barbaro ha scritto il 07 ottobre 2017 alle 16:04 :

    Davvero una pessima legge che permette " solo " ai dirigenti più incapaci e incompetenti di fare scempio delle buone pratiche. Non portano risultati e non offrono soluzioni dove ci sono problemi. Destrutturano e danneggiano ripeto solo quando non hanno competenze. Se così non fosse non riuscirebbero a fare tanto danno. Rispondi a Paola Barbaro

  • Domenico Volpe ha scritto il 06 ottobre 2017 alle 10:38 :

    Addirittura è scesa in campo la nota prof.ssa Vangi Drago. Persona di indubbia esperienza e di grande spessore. Ha ragione da vendere e spero che qualcuno sappia ascoltare. Colgo l'occasione per sollecitare la cara (mi è cara avendola avuta come insegnante e sottolineo il piacere di sentirla) professoressa a partecipare a tutta la vita culturale del ns paese. Abbiamo estremo bisogno di gente con uno skill elevato per capire, per sollecitare la discussione e la riflessione sui temi caldi della ns terra. Lo spero proprio . Colgo l'occasione per salutarla. Rispondi a Domenico Volpe

  • Carmine Crocco ha scritto il 06 ottobre 2017 alle 08:21 :

    Solo una grande insegnante innamorata del proprio lavoro poteva scrivere la Verità! In altre realtà lavorative il capo del personale (non coincide quasi mai col dirigente) è altamente specializzato nel trattare i rapporti umani e nel conciliare le esigenze di tutti (utenza compresa). Gli attuali dirigenti scolastici, in più casi, stanno dimostrando la più grande ignoranza su come utilizzare al meglio le forze lavorative a loro disposizione.Creando malcontento, invidie, pettegolezzi e revanscismi, la scuola e quindi la società del futuro, andrà sempre più a fondo.Auguri a tutti i DS che ancora credono nella missione formativa del proprio lavoro. Rispondi a Carmine Crocco