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Milena Mastropierro, la giovane terlizzese che commercia in micro-ortaggi

27 anni, dopo la laurea ha avviato una start-up per lo sviluppo e la commercializzazione di alcune varietà di micro-ortaggi da utilizzare nel campo della ristorazione

Attualità
Terlizzi giovedì 15 dicembre 2016
di La Redazione
milena mastropierrro
milena mastropierrro © milena mastropierro

Si chiama Migreen Food, ed è una originale start-up nel campo dei micro-ortaggi.

Il "deus ex machina" di questo originale progetto imprenditoriale è una intraprendente ragazza terlizzese, Milena Mastropierro, 27 anni, una laurea in Economia e Management alla Lum di Bari.

"Sono laureata in Economia e International Management presso l'Università Lum di Bari - ha raccontato la giovane a un blog di settore - e, pur svolgendo un lavoro in ambito amministrativo, ho tentato, appena conseguita la laurea, di elaborare un'idea imprenditoriale nel settore agroalimentare, selezionata alla partecipazione di un corso di formazione presso l'Università Bocconi, The startup training".

I micro-ortaggi sono giovani e tenere plantule commestibili di specie orticole, erbacee, aromatiche e spontanee, con sapori molto intensi, dall'acidulo al piccante, dolce, rafano. Le loro foglie, di consistenza tenera o croccante, possono essere rotonde, sottili, a quadrifoglio, e avere colore rosso, verde, viola, o altro ancora. Ancora poco diffusi in Italia, sono già in commercio in Nord America e Nord Europa, utilizzati con ottimi risultati per arricchire la gastronomia tradizionale, motivo per cui sono annoverati tra i superalimenti, essendo ricchi di proprietà nutritive come vitamine, minerali, sostanze bioattive e fibre. 

"Un'analisi del mercato - racconta Milena - ha evidenziato come questi prodotti siano principalmente importati dai Paesi Bassi e, data la scarsa presenza di competitor italiani, sono emersi elevati margini di crescita per la produzione nazionale. Le difficoltà sono state rilevanti nella fase iniziale, soprattutto per la realizzazione dell'impianto produttivo e la ricerca di materie prime. Un grande punto di forza per la realizzazione di questo prodotto altamente innovativo e sperimentale è costituito dall'esperienza del dottor Lucarelli, titolare della società Orti Service e figura professionale specializzata nelle coltivazioni fuori suolo".

La start up lanciata da Mastropierro può contare su una squadra formata da partner commerciali qualificati e professionali, come lo chef stellato Felice Sgarra (ristorante Umami) per la consulenza alimentare e una società di distribuzione di frutta e verdura, che commercializza i micrortaggi, destinati soprattutto a ristoranti di alta cucina e sale ricevimenti.

La ragazza può contare su un team valido, "che ha saputo comprendere le difficoltà e sostenermi in tutti i momenti, dall'idea allo sviluppo. La fase iniziale della start-up è caratterizzata dal lancio di prodotti che si distinguono per colore, forma e sapori, cui seguiranno eventi organizzati con personalità del settore culinario. Stiamo commercializzando i nostri micrortaggi sul territorio locale, confrontandoci con il cliente: ben accetti consigli e miglioramenti da poter mettere in pratica. L'idea del prodotto fresco a km 0 e con un prezzo sicuramente molto competitivo, rispetto ai prodotti leader del mercato europeo, interessa molto al cliente".

Per quanto riguarda il packaging, è leggero e maneggevole, visto che consiste in vaschette alimentari da 125 grammi. La ricerca è una parte importante del lavoro di Milena Mastropierro, finalizzata a scovare nuove varietà di micrortaggi che possano far breccia nei volubili gusti del pubblico.

"Le testiamo e coltiviamo più volte prima di essere convinti che possano raggiungere il mercato - dice Milena - Inoltre, la struttura operativa all'interno della quale avviene tutto il processo produttivo è in continuo miglioramento". 

In anni funestati da grigie prospettive, è consolante sapere che almeno una brillante minoranza delle nuove leve terlizzesi sia in grado di avviare progetti tanto ambiziosi. 

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I commenti degli utenti
  • Domenico Volpe ha scritto il 15 dicembre 2016 alle 11:04 :

    E brava la ns dottoressa! L’idea è vincente se il business plan è fatto bene con ricerche di mercato e confronti con altri competitors che hanno intrapreso la stessa linea di prodotto. Ritengo che la sperimentazione nel food sia una linea da seguire , specie nei paesi ad alta vocazione agricola. Vorrei anche segnalare un’altra iniziativa che potrebbe essere sinergica con quella della Mastropierro: la coltivazione della Spirulina, fatta in terra di Bari, di cui un’artefice è anch’essa una ns compaesana, la dr.ssa Chiapperini. Per ultimo: un minimo di pubblicità forse servirebbe a farsi conoscere meglio nel proprio territorio. Buona fortuna Rispondi a Domenico Volpe