Si fanno onore

Il terlizzese Paolo Magrone alla guida del sindacato dei lavoratori di Polizia di Milano

Il poliziotto è stato riconfermato alla guida della organizzazione sindacale

Attualità
Terlizzi domenica 19 giugno 2022
di La Redazione
Paolo Magrone SIULP
Paolo Magrone SIULP © n.c.

Il terlizzese Paolo Magrone è stato riconfermato nel suo ruolo di segretario provinciale di Milano sindacato italiano unitario dei lavoratori dells Polizia di Stato.

La riconferma è arrivata nel corso del 9° Congresso provinciale del SIULP, il sindacato più rappresentativo fra i poliziotti Lombardi, tenutosi al NH Hotels Milano Fiera.

Un appuntamento a cui sono intervenuti, fra gli altri, il Questore Giuseppe Petronzi, gli assessori alla Sicurezza della Regione e del Comune Riccardo De Corato e Marco Granelli, il segretario generale della Cisl milanese Carlo Gerla, l’onorevole Emanuele Fiano.

“Entro il 2030 – ha evidenziato nella sua relazione il segretario generale provinciale del SIULP, Paolo Magrone – 40 mila agenti attivi in Italia, fra cui circa 1.500 nel milanese, andranno in pensione e con tutta probabilità, pur bandendo nuovi concorsi, con il limite numerico di allievi degli istituti di formazione, non si riuscirà a garantire un ricambio effettivo, conseguentemente avremo meno poliziotti e meno sicurezza”.

Bisogna rinforzare gli organici ma anche equipaggiare gli agenti con nuovi e più efficaci strumenti.
“In un’epoca caratterizzata da una spettacolarizzazione mediatica continua – ha aggiunto Magrone - occorre fornire nuove dotazioni ai poliziotti, in modo che svestano i panni dei lottatori e dispongano di strumenti di dissuasione: penso al taser nel controllo del territorio, oppure allo spray a getto balistico per l’ordine pubblico”.
Il SIULP ha anche invitato la politica ed evitare strumentalizzazioni sulla sicurezza.
“Occorre coinvolgere la Polizia di Stato in un patto civico rivolto alle nuove generazioni –
ha sottolineato il sindacalista -, evitando di soffiare sul fuoco della contrapposizione 
sociale ogni qualvolta vi è una manifestazione, con i poliziotti che, se messi in pericolo,sono costretti a reagire. Occorrono ponti comunicativi, non muri”.

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