L'analisi di Coldiretti

In Puglia 112mila occupati in agricoltura, il 12% del mercato

Nella nostra regione è prodotto da mani straniere più di un quarto del Made in Italy a tavola

Attualità
Terlizzi mercoledì 15 settembre 2021
di La Redazione
Raccolta uva
Raccolta uva © Pixabay

Con un balzo del 17,4% crescono le ore lavorate in agricoltura. Il settore non si è mai fermato anche durante le fasi più acute della pandemia, per garantire le forniture alimentari alla popolazione. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia, che conta 112mila occupati in agricoltura, il 12% del totale del mercato del lavoro in Puglia, sulla base dei dati Istat relativi al secondo trimestre del 2021 che confermano la dinamicità del settore, in grado di offrire opportunità sia per fare un’esperienza di lavoro come dipendenti, sia per esprimere creatività imprenditoriale. Una domanda di lavoro sostenuta con l’avvicinarsi dell’autunno, per l’entrata a pieno regime della raccolta dell’uva da tavola e, a breve, delle olive.

Da qui la necessità di prorogare – sostiene la Coldiretti Puglia – i permessi di soggiorno almeno fino al 31 dicembre 2021, per evitare che molti lavoratori siano costretti a tornare nel loro Paese di provenienza. Si tratta per la maggior parte di operai agricoli stagionali qualificati, che ormai da anni sono impiegati sul territorio regionale, tanto da essere diventati indispensabili per l’attività di molte aziende nostrane, con cui in molti casi sono nati anche rapporti di amicizia.

Ma per rassicurare il sistema produttivo – insiste la Coldiretti Puglia – è importante anche anticipare la pubblicazione del decreto flussi per il 2021, in modo da consentire la presentazione sia delle istanze per lavoro stagionale sia delle richieste di conversione dei permessi stagionali.

Due provvedimenti necessari – secondo l’associazione – anche per evitare il rischio d’infiltrazione nel mercato del lavoro agricolo di persone senza scrupoli che potrebbero sfruttare la difficoltà delle aziende, anche approfittando dei problemi causati dalla pandemia.

La Coldiretti ricorda che in Puglia è ottenuto da mani straniere più di un quarto del Made in Italy a tavola, con oltre 38mila lavoratori stranieri che forniscono il 22,4% del totale delle giornate di lavoro. Per salvare le produzioni nostrane – ribadisce la Coldiretti Puglia – è anche necessario dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani, di lavorare nei campi attraverso una radicale semplificazione del voucher agricolo, un provvedimento essenziale in un momento in cui le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà.

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