L'organismo: redditività a rischio

Fermo pesca per tutto agosto in Puglia. Coldiretti: «Con le importazioni controllare l'etichetta»

Il fermo obbligatorio e continuativo va dal 31 luglio al 29 agosto per i compartimenti da Manfredonia a Bari e dal 6 settembre al 5 ottobre per il resto della Puglia

Attualità
Terlizzi lunedì 02 agosto 2021
di La Redazione
Le imbarcazioni dell'Associazione Armatori da Pesca - Molfetta
Le imbarcazioni dell'Associazione Armatori da Pesca - Molfetta © n.c.

Stop al pesce fresco a tavola per l’avvio del fermo pesca proprio quando il comparto ittico e della pesca registra segnali di ripresa, con l’aumento dei consumi del 15% trainati principalmente dal boom del pesce fresco che cresce del 28,5%, dopo lunghi mesi di lockdown con il blocco della ristorazione. Lo afferma Coldiretti ImpresaPesca Puglia, in relazione alla pubblicazione del decreto ministeriale per il fermo pesca 2021 che prevede il fermo obbligatorio e continuativo per le unità da pesca che utilizzano reti a strascico a divergenti, sfogliare rapide e reti gemelle a divergenti, dal 31 luglio al 29 agosto per i compartimenti da Manfredonia a Bari e dal 6 settembre al 5 ottobre per il resto della Puglia.

Oltre al fermo obbligatorio, le medesime imbarcazioni devono rispettare – aggiunge Coldiretti ImpresaPesca Puglia - un ulteriore periodo d’interruzione temporanea obbligatoria dai 18 ai 26 giorni a seconda della grandezza dell’imbarcazione.

Il fermo pesca risponde a un'esigenza ambientale del mare per la ripopolazione della risorsa marina, ma l’allungamento dei giorni di fermo – afferma Coldiretti ImpresaPesca Puglia - rischia di mettere a repentaglio la redditività delle imprese pesca che dovrebbero poter gestire tutto il periodo di fermo in maniera autonoma, garantendo un abbassamento della pressione di pesca, ma lasciando l’interruzione della pesca alle specifiche esigenze delle imprese. Tale meccanismo eviterebbe, tra l’altro, che nel periodo estivo di grande richiesta di pescato per i ristoranti – incalza Coldiretti ImpresaPesca Puglia - arrivino sulle tavole dei pugliesi  prodotti di provenienza estera senza che i consumatori ne siano consapevoli. 

«Con le modalità attuali del fermo pesca si rischia di dare un ulteriore impulso alle importazioni, considerato che già in periodi ordinari provengono dall’estero 8 pesci su 10 che finiscono sulle tavole - denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia -. Per non cadere in inganni pericolosi per la salute occorre garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori, dal mare alla tavola, estendendo l’obbligo dell’indicazione di origine anche ai menù dei ristoranti con una vera e propria "carta del pesce". Passi in avanti sono stati fatti sull’etichettatura nei banchi di vendita, ma devono ora essere accompagnati anche dall’indicazione della data in cui il prodotto è stato pescato».

E intanto la flotta peschereccia pugliese, denuncia la Coldiretti regionale, ha perso oltre 1/3 delle imprese e 18.000 posti di lavoro, con un contestuale aumento delle importazioni dal 27% al 33%. Di assoluto rilievo i numeri del settore in Puglia, segnala Coldiretti, che conta 1.500 imbarcazioni, 5.000 addetti, 10 impianti di acquacoltura e mitilicoltura. Le aree vocate sono prioritariamente Manfredonia, Molfetta, il sud Barese, il Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi.

Il consiglio di Coldiretti Impresapesca è di controllare sul bancone l’etichetta che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Per quanto riguarda il pesce congelato c’è l’obbligo di indicare la data di congelamento e nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”.

Lascia il tuo commento
commenti