L'allarme della Coldiretti Puglia

Senza turisti a rischio i 311 tesori alimentari dei borghi di Puglia

Una varietà enorme di cibi e bevande tradizionali custoditi da generazioni dagli agricoltori

Attualità
Terlizzi domenica 04 aprile 2021
di La Redazione
Fichi secchi e vincotto di fichi nella tradizione palese
Fichi secchi e vincotto di fichi nella tradizione palese © Vito Tricarico

Senza turismo per i blocchi e le limitazioni agli spostamenti imposti dall’emergenza Covid sono a rischio i 311 tesori alimentari tradizionali dei borghi di Puglia custoditi da generazioni dagli agricoltori e salvati per sostenere la rinascita del Paese. A lanciare l’allarme è la Coldiretti Puglia, alla vigilia di Pasqua e Pasquetta.

La Puglia è particolarmente ricca di borghi (il 33% è tra i più belli d’Italia) dove si conservano le antiche tradizioni enogastronomiche rurali, che incrementano la capacità di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali. Dop, Igp e i 311 prodotti pugliesi riconosciuti come “tradizionali” dal Ministero delle Politiche agricole vengono coltivati, allevati e trasformati in quelli che rappresentano veri e propri presidi presìdi della biodiversità.

L’assenza di turisti stranieri e italiani ha un impatto pesante sulla sopravvivenza di tesori agroalimentari unici al mondo, legati alla storia e all’economia dei territori, che – sottolinea la Coldiretti – rappresentano il simbolo della grande creatività, tradizione, qualità e sicurezza alla base del successo del Made in Italy nel mondo. Una patrimonio da salvare, che non ha solo un valore economico ma anche storico, culturale ed ambientale e che garantisce la sopravvivenza della popolazione anche nelle aree interne più isolate, proprio nel momento in cui con il Covid pone l’esigenza di cambiare la distribuzione demografica della popolazione e ridurre la concentrazione nei grandi centri urbani.

Il cibo è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Puglia, con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato ai pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche a cibo di strada e specialità enogastronomiche. Un tesoro che può contare su 13 bevande analcoliche, distillati e liquori, 24 carni fresche e loro preparazione, un condimento, 17 formaggi, un olio extravergine aromatizzato, 120 prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati, 79 paste fresche e prodotti di panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria, 43 prodotti di gastronomia,  9 preparazioni di pesci, molluschi e crostacei e tecniche particolari di allevamento degli stessi, oltre a 4 prodotti lattiero caseari (ricotta fresca, forte, marzotica leccese e salata).

Il crollo del turismo straniero in Puglia ha causato un buco di circa 5 miliardi nelle spese dei viaggiatori dall’estero, precipitate del 61% nel 2020 rispetto all’anno precedente, toccando il minimo da almeno vent’anni.

Dietro ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio. Un patrimonio da valorizzare, anche per aumentare la spinta propulsiva del Made in Italy sui mercati esteri.

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