L'invito

Vitagliano a De Chirico: «Lasci il posto di "titolare", superiamo le divisioni nel centrosinistra»

L'ex candidato sindaco della Comunità Civica annuncia ufficialmente la volontà di non prendere parte come candidato alla prossima tornata elettorale e invita il collega di opposizione a seguirlo

Attualità
Terlizzi sabato 09 gennaio 2021
di La Redazione
de chirico e vitagliano qualche anno fa
de chirico e vitagliano qualche anno fa © n. c.

Manca poco più di un anno alle prossime elezioni comunali e tra le file dell'opposizione si inizia a tracciare la road map che porterà alla campagna elettorale del 2022. L'ex candidato sindaco di Città Civile e della Comunità Civica Pasquale Vitagliano annuncia ufficialmente la volontà di non prendere parte come candidato alla prossima tornata elettorale, ma come semplice "operaio", afferma. 

A tal proposito Vitagliano chiede anche all'altro sfidante di Gemmato alle consultazioni del 2017, l'ex candidato sindaco del Pd Michelangelo De Chirico, di farsi da parte: "Mettiti a servizio e lascia il posto da titolare. Rinfoltiamo, insieme ad altri, la riserva della coalizione. Aiutiamola a superare le sue endemiche divisioni, rafforziamola e portiamola vittoriosa a cambiare questo paese. Talvolta è meglio essere ricordati come padri nobili che come sindaci", è l'invito dell'esponente di Città Civile.

"L’avvicendarsi di consiglieri comunali di Città Civile per onorare la turnazione, da Daniela Zappatore a Vito D'amato, da Francesco Paolo Barile a Michele Cagnetta, fino a Roberto Lusito, mi ha riempito di emozione, orgoglio, commozione. E mi ha fatto riflettere su quello che è stato in tutti questi anni. Sono entrato in Consiglio comunale la prima volta nel 2008, con me, anche loro esordienti, figure politiche di peso come Michelangelo De Chirico e Franco Tesoro. Loro ci sono ancora, e sono contento per loro. Io, invece, ho fatto una scelta diversa, personale ma anche collettiva. Penso che faremmo un torto all’impegno profuso da tanti che hanno creduto e credono ancora nel nostro Movimento se dessimo per scontato quello che è accaduto. Se non avessi fatto la scelta delle dimissioni e della turnazione oggi starei ancora in consiglio comunale, vi starei da 12 anni. Sempre all’opposizione, è vero, ma senza il faro del bene comune anche all’opposizione si possono fare gli 'affari propri'. Insomma, sarei un 'trombone' della politica. Con Città Civile abbiamo fatto una scelta diversa, di futuro e di squadra", considera Vitagliano.

"I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Molti possono criticare le nostre idee e le nostre azioni, ma nessuno può seriamente dire che facciamo politica per interesse personale", prosegue la riflessione. "Nel mio caso, poi, se posso dirlo adesso, il prezzo che ho pagato in termini personali è stato alto. Arrivo a ringraziare di aver perso le elezioni perché la salute non mi avrebbe consentito di adempiere bene il mio compito. In compenso ho vinto la mia battaglia più importante. Neppure bisogna dare per scontate le scelte di chi mi ha seguito. Non mi sarei mai dimesso se non ci fossimo fidati politicamente dei subentranti. In passato, infatti, la turnazione si è dovuta interrompere per non rischiare di regalare ad altri lo scranno di Città Civile. Dunque, in questi anni è stata costruita una squadra e una classe politica di alto livello. Abbiamo creato valore. Non ne abbiamo fatto uno slogan. Lo abbiamo praticato concretamente".

"Sia chiaro, Città Civile non è sola - osserva Vitagliano -. Sono tanti i semi della speranza. Penso ai consiglieri della Comunità civica, Giampaolo Sigrisi e Giuseppe Volpe, che si sono avvicendati come capo-gruppo, ruolo che in altri contesti sarebbe stato fonte di lotte e divisioni. Mi sento rappresentato come cittadino anche da loro. Penso alle tante realtà associative, che non nomino per non fare retorica, tanto loro ci sono, eccome. Penso agli altri partiti e movimenti che sono riusciti a coltivare la militanza politica in un periodo di degrado e di stanchezza, aggravato drammaticamente dalla pandemia. Insomma, il terreno per cambiare realmente la città è ancora fertile. Ci vogliono, però, mani abili e lungimiranti. Fino a quando potrò non farò mai mancare il mio contributo di lavoro e idee per la realizzazione di questo decisivo cammino. Ma rassicuro gli inguaribili odiatori che lo farò da semplice operaio. C’è un tempo per tutto. E questo è il tempo di altri, più giovani e più forti. Anzi, forse c’è un modo per metterci alle spalle le divisioni del passato, che tutti i protagonisti delle passate stagioni politiche facciano un passo al lato, non indietro. Che si mettano a disposizione con la loro esperienza per ricucire, invece che perpetuare le divisioni ingombrando. Perciò, per esempio, per il suo valore mi rivolgo principalmente a Michelangelo De Chirico, che è entrato con me in consiglio comune come consigliere di Città Civile: mettiti a servizio e lascia il posto da titolare. Rinfoltiamo, insieme ad altri, la riserva  della coalizione. Aiutiamola a superare le sue endemiche divisioni, rafforziamola e portiamola vittoriosa a cambiare questo paese. Talvolta è meglio essere ricordati come padri nobili che come sindaci", è la conclusione di Vitagliano. 

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