La nota

Città Civile: «Su Tari e porta a porta numeri sparati al vento, Gemmato non speculi su senso civico»

Secondo il movimento civico la riduzione annunciata della tassa - che pure sarebbe motivata dalla cessazione dei costi di avvio del servizio - è lieve rispetto agli aumenti consistenti del biennio 2014-2015

Politica
Terlizzi lunedì 02 maggio 2016
di La Redazione
kit differenziata
kit differenziata © n. c.

Capitolo Tari. Gemmato ha annunciato, in occasione del consiglio dell'altro giorno, che la tassa sarà abbassata.
Ma per Città Civile c'è poco da esultare: «La Tari anno 2014 ammontava a € 3.658.442,00. La Tari anno 2015 ammontava a € 4.238.531,00. Nel 2015 quindi l’amministrazione Gemmato ha aumentato la tassa di complessivi € 580.089,00. In termini percentuali, aumento del 15,87%».

RINCARO INGIUSTIFICATO E ORA RIDUZIONE LIEVE. Motivato dall'amministrazione con i costi d'avvio del porta a porta, il consistente aumento del 2015 – argomenta il movimento – fece pagare ai terlizzesi un servizio che non è stato erogato, se non a 2016 inoltrato. Nella fase di start-up, infatti, «si affrontano spese di natura eccezionale: per esempio le spese di stampa del materiale informativo o il costo dei mastelli porta rifiuti. Questi costi sono appunto di natura eccezionale e si manifestano solo in fase di avvio. Ed infatti nel 2016 tali voci di spese non dovrebbero comparire (i mastelli non si comprano tutti gli anni)».

Ma – obietta Città Civile - «si apprende da organi di stampa (ad oggi non c’è nessun atto pubblicato sull’albo del comune) che ci sarà una riduzione della Tari del 5,7%. Provando a fare due calcoli quindi rispetto al 2015 vi è un riduzione complessiva della Tari di € 241.596,26 (il 5,7% appunto della tari del 2015 €4.238.531,00).

Ebbene, «a fronte di un consistente aumento della Tari tra il 2014 e il 2015, si registra una modestissima riduzione nell’anno 2016», che viene comunque giudicata positiva, ma «certamente non deriva, al contrario di quello che dicono i vari giullari di corte, dal sistema di raccolta porta a porta che inizia a dare i primi risultati».

Il “lieve calo” dipende infatti a parere del movimento dalla cessazione dei «costi di natura straordinaria che i terlizzesi hanno già dovuto sopportare nella fase di start up del porta a porta e che non si ripetono ogni anno per fortuna (come l’acquisto dei mastelli)».

Tuttavia, chiarisce Città Civile, «ad oggi il porta a porta non ha prodotto alcuna riduzione dell’incidenza del costo sulle tasche dei terlizzesi». La Tari, infatti, «continua ad essere salatissima», «ancora superiore a quella del 2014 (quella antecedente al forte rincaro del 2015)».

DIFFERENZIATA. Sul versante delle percentuali di differenziata (il Comune ha dichiarato il dato ufficioso del 73%) la nota di Città Civile osserva: «questo vuol dire che conferiamo in discarica solo il 27%. Prima del porta a porta si conferiva in discarica circa il 70 %. Questo significherebbe che a spanne dovremmo aver registrato un risparmio del costo di discarica del 43%. Inoltre avendo differenziato il 73% significa che, non solo per tali materiali non abbiamo costi di discarica, ma dovremmo addirittura ottenerne un ricavo dalla vendita di tutte le componenti differenziate. Se i numeri sono veri – continua il movimento civico – allora davvero la riduzione misera della Tari 2016 lascia perplessi: sbandierare come un successo la diminuzione di un misero 5,7 mi sembra fuori luogo e comunque i conti non tornano. Anche perché i terlizzesi continuano a subire enormi disagi. La città è sporca perché non è spazzata e pulita giornalmente e le campagne sono invase da rifiuti di ogni tipo».

NON SPECULARE SU SENSO CIVICO. In conclusione, per Città Civile quelli annunciati dalla giunta Gemmato sono «numeri sparati al vento» a cui i terlizzesi, che «hanno dimostrato grande senso civico», non si appassionano. «I contribuenti – riprende e chiude il comunicato – hanno diritto ad avere una città pulita ed una periferia che non si trasformi in discarica. E vorrebbero pagare il giusto. Ma pretendono che nessuno speculi (sia economicamente e sia politicamente) e che i livelli di raccolta differenziata si trasformino in riduzioni vere e significative della pressione fiscale».

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