«È il presepe vivente più bello e più vero, non fatto di cartapesta ma di volti veri»

Allestito anche quest’anno dall’Associazione Accoglienza Senza Confini Terlizzi Onlus

Cronaca
Terlizzi domenica 25 dicembre 2011
di redazione
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«Sono arrivati. Dalla Bielorussia come da un altro mondo. Innevato e stepposo. Dove il freddo è del clima, ma ha anche il segno dall’abbandono familiare e dalla vita d’istituto, lo stigma della precarietà economica e dell’insidia ambientale. Lo sguardo dei ragazzi non tradisce problemi. Il volto è roseo, aperto al sorriso. Un fiume di umanità nuova, felice di essere accolta da famiglie normali eppure eccezionali. Che scommettono sull’altro. Che in tempo di crisi pagano il biglietto per cercare l’infinito in un abbraccio vero. Gemme da salvaguardare e da non far sfiorire! I nostri le tutelino, le coccolino, nonostante la ristrettezza che incombe. Abbiano la consapevolezza di essere in controtendenza. Nella vertigine dei significati supremi. Accogliere è il verbo vitale e umanissimo di chi fa spazio all’altro da sé, perché cresca. Come nell’esperienza della maternità. Come in quella del Natale. Dove la vita diventa ciò che è, finalmente amore; finalmente vita che dà vita».

È questa la dichiarazione augurale, legata al gesto concreto di tante famiglie solidali, che Paolo Leovino, Presidente dell’Associazione Accoglienza Senza Confini Terlizzi Onlus, rivolge alla comunità locale, all’autorità amministrativa, a quanti si sono attivati per la giusta accoglienza del gruppo di bambini e ragazzi bielorussi (circa 40) temporaneamente sul nostro territorio. Nell’immediato il ringraziamento del Presidente Leovino va al Generale di Corpo d’Armata Lops, Comandante del 2° Fod, e al Comandante e agli operatori del 10° Re.Tra., per aver favorito i trasporti, all’Azienda Agricola Vitivinicola Torrevento di Corato per i doni offerti nella cornice festosa dell’arrivo di Babbo Natale, ai dottori Brudaglio, Brucoli e Mastandrea per i necessari controlli sullo stato di salute dei piccoli, ai tanti volontari che hanno reso possibile l’ennesima esperienza di vicinanza fra i popoli.

Quello allestito con l’aiuto di tanti uomini e tante donne di buona volontà «è il presepe vivente più bello e più vero – ha commentato il presidente Leovino – non fatto di cartapesta ma di volti veri».
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