ALDO MORO: LO RICORDEREMO SEMPRE

Vito De leo LiveYou - Attualità
Terlizzi - giovedì 15 marzo 2018

Il 16 marzo, si celebra il quarantennale del sequestro di Aldo Moro, tenuto prigioniero per 55 giorni dalle Brigate Rosse, e poi giustiziato come “nemico del popolo”. Mai come quest’anno l’anniversario è accompagnato da diverse iniziative editoriali e televisive. Si discute della figura dell’esponente della Democrazia Cristiana, e dei dubbi sulla genuinità delle Brigate Rosse. Tra questi l’instancabile e onnipresente amico on. Gero Grassi autore dell’interessantissimo libro “ALDO MORO: LA VERITA’ NEGATA” nel quale racconta l’intero percorso che dal 2013 fino al 2018 lo ha visto protagonista, insieme ad altri, della ricerca della verità sull’eccidio di via Fani e sul rapimento ed omicidio di Aldo Moro. TUTTI GLI ATTI SU #ALDOMORO sono raccolti sul Proprio Sito -http://www.gerograssi.it/cms2/index.php <-- #AldoMoro #AmicidiMoro #Morotei #Moroteismo #lapersonaprimaditutto #lademocraziaèunacosafragile

Il mio omaggio come cittadino italiano e referente dell’associazione culturale “Centro Studi Politici “Aldo Moro” continua ad essere indirizzato al grande e nobile statista e ai cinque uomini della scorta, barbaramente assassinati: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.

Aldo Moro venne rapito mentre si stava recando in Parlamento per partecipare al dibattito sulla fiducia del nuovo governo Andreotti costituito con l'appoggio e l'ingresso del PCI nella maggioranza programmatica e parlamentare, da Moro ampiamente favorito. Per tutta la durata di quel sequestro (55 giorni) i media e l'opinione pubblica italiana, europea e mondiale seguirono col fiato sospeso quel tragico fatto. Con vari ultimatum, pena la vita dello statista, le BR chiedevano un riconoscimento politico del loro movimento e la liberazione dei brigatisti sotto processo a Torino. PCI-DC sono per la "fermezza", "rifiutare ogni compromesso", il PSI è invece per la trattativa. Passano 53 giorni di lacerazioni politiche. Vennero mobilitati politici di ogni Paese, lo stesso Papa Paolo VI, addirittura Cosa Nostra: invano.

Il 9 maggio, dopo 55 giorni di prigionia, lo statista venne ucciso dalle Br. Il suo corpo fu trovato nel bagagliaio di una Renault R 4 rossa, posta emblematicamente a metà strada tra Piazza del Gesù e via delle Botteghe Oscure. Ai funerali furono presenti tutti i partiti, ma assente fu la famiglia, che polemizzò (e polemizzerà sempre) "la fermezza"; di aver escluso degli spiragli per trattare la vita del loro congiunto e di avere abbandonato al suo destino e con cinismo, lo statista.

Quelle vicende di 40 anni fa sono scolpite nella memoria collettiva e chi li visse non potrà più dimenticare i fatti inquietanti che segnarono i cinquantacinque giorni dalla strage di via Fani al ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. Un corpo rannicchiato dentro una Renault R 4 rossa, parcheggiata simbolicamente a metà strada tra via delle Botteghe Oscure e Piazza del Gesù tra la sede della DC e quella del PCI, in via Caetani.

Come Centro Studi Politici “A. Moro”, costituitosi all’indomani della sua barbara uccisione, avendolo sempre seguito umanamente e politicamente, continuiamo a ricordarne la figura umana e politica anche attraverso la presentazione di libri, tra i quali quello della figlia Agnese, intitolato “”Un uomo così”, in cui viene descritto il ritratto dell’uomo, del padre affettuoso, del nonno.
Ogni anno, mentre la maggior parte dei politici sono immersi nel pragmatismo, nel cerchio angusto della “governance”, del tirare a campare, noi continuiamo a ricordare i valori fondanti del suo pensiero, il rispetto della persona, la capacità di ascolto ed il dialogo come riconoscimento dell’altro, come pure il significato profondo delle 84 lettere scritte dalla prigione brigatista, che ci inducono ancora a chiederci perché fu lasciato solo e abbandonato dai suoi amici democristiani.


“Si ama anche se si rimprovera , critica, corregge… Non c’è abbandono o sfiducia, ma convinzione , vigore ed amore nello sforzo di fare dell’autocritica e nella critica una D:C. rinnovata, più sensibile, e più presente in questo momento di storia”. (Aldo Moro)

Vito De Leo

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