Teatro

"Lingua Matrigna", il duo Anaclerio-Labianca porta in scena Agota Kristoff

Oggi e domani presso il teatro del Mat una riduzione drammaturgica de "L'analfabeta"

Spettacolo
Terlizzi sabato 11 novembre 2017
di La Redazione
lingua matrigna
lingua matrigna © n. c.

Oggi e domani al Mat andrà in scena, nell'ambito della stagione teatrale organizzata dal Collettivo Zebù, "Lingua Matrigna".

Lo spettacolo, tratto da "L’analfabeta" di Agota Kristof, vedrà come protagonista Patrizia Labianca su progetto e regia di Marinella Anaclerio e immagini e grafica di Giuseppe Magrone. La voce del narratore sarà di Flavio Albanese.

“…Sono tornata analfabeta. Io che leggevo già a quattro anni. […] All’età di ventisette anni mi iscrivo ai corsi estivi dell’Università di Neuchàtel, per imparare a leggere".

"Agota Kristof è nata in Ungheria nel 1935. Il padre è un insegnante, l’unico insegnante del suo piccolo paese. Nel 1956, quando l’Armata rossa interviene in Ungheria per sedare le rivolte popolari è costretta ad abbandonare la sua terra natale insieme a marito e figlia neonata per rifugiarsi in Svizzera. Nella fuga porta con sé solo due borse: una di pannolini e biberon e l’altra con i suoi vocabolari", recita una nota scritta a quattro mani dalle autrici.

"Lei che a quattro anni già leggeva si ritrova in un paese dalla lingua sconosciuta... 'Come spiegargli, senza offenderlo, e con le poche parole che so di francese, che il suo bel paese non è altro che un Deserto, per noi rifugiati, un deserto che dobbiamo attraversare per giungere a quella che chiamiamo integrazione, assimilazione?'.

Così con la perdita della Madre Patria, diventa orfana anche della Madre Lingua. In questa autobiografia scarna e precisa, com’è nel suo stile, la Kristof analizza e racconta la natura del suo disagio più grande nella condizione di profuga: la perdita di identità intellettuale. Incapace di esprimersi e di capire cosa le succede attorno, non conoscendo la lingua francese, si definisce muta e sorda. Ed è questo che la messa in scena vuole urlare in silenzio allo spettatore…. Qual è lo stato d’animo di urgenza comunicativa non sorretta da mezzi espressivi adeguati, l’inquietudine che prova chi approda da profugo in terra straniera, chi da anziano non è messo nelle condizioni di capire i nuovi mezzi di comunicazione pur costretto ad usarli, o ancora più semplicemente l’incomunicabilità tra generazioni differenti, come tra Agota e sua madre….Poche le parole che si scambiavano nella sua infanzia, nessuna nella sua adolescenza in collegio e poi oltre confine… fino ritrovarsi orfani di madre genitrice e madre lingua insieme, lontano da quel posto “dove ogni cosa aveva un nome noto, ogni stato emotivo aveva delle parole per descriverlo…”.

Questa esperienza, dalla Kristof, raccontata con tanta semplicità e profondità, è stata condivisa da scrittori come Samuel Beckett, Irene Nemirovskij, Joseph Conrad, autori che nel '900 hanno vissuto un’esperienza simile, che però li ha portati a conquistare un posto di rilievo nella letteratura della loro lingua Matrigna. La Nostra Analfabeta, oramai premio Nobel, parla al pubblico per ricordarsi quanta strada ha percorso prima di avere la gratificazione di vedere le proprie opere tradotte in tutto il mondo. Per ricordare ed incoraggiare quanti come lei, orfani di Terra e di Lingua devono ricominciare in età adulta con l’alfabeto della Lingua Matrigna.

Ogni parola ha una radice e questa germoglia in noi sin dalla vita intrauterina, ascoltando il mondo che ci circonda… strappati da quel mondo si cerca di restare a galla in acque sconosciute. Come sopravvivere senza disintegrarsi ma integrandosi? Lo Scrivere, in esilio, diventa il suo mezzo per navigare nelle acque sconosciute di una nuova cultura, il suo modo per sopportare gli anni tanto odiati, o meglio " Non amati" del lavoro nella fabbrica di orologi dove sente soltanto il ritmo delle macchine e a quel ritmo deve adeguarsi. E decide di farlo proprio nella lingua francese, che così tanto prima aveva detestato: leggere e scrivere è, per lei, “una malattia”, un bisogno impellente. “ questa lingua, il francese, non l’ho scelta io. Mi è stata imposta dal caso, dalle circostanze. So che non riuscirò mai a scrivere come scrivono gli scrittori francesi di nascita. Ma scriverò come meglio potrò. È una sfida. La sfida di un Analfabeta”.

Il costo del biglietto d'ingresso è 6 euro. Per informazioni e prenotazioni si può chiamare il 3283998522.

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