di redazione
Pubblicato nel 1952 in lingua francese, poi tradotto in inglese, "Aspettando Godot" è il più celebre capolavoro di Samuel Beckett. Niente trama, nessuna storia da raccontare, ma solo un continuo susseguirsi di battute, apparentemente sconclusionate, che fanno luce sulla fragilità umana.
Gli alunni del Liceo Statale "T. Fiore" si sono misurati con il capolavoro beckettiano mettendo in scena il testo il 27 febbraio 2010 presso la Sala Teatro del Centro Sociale “Sacro Cuore” di Terlizzi, cercando, come afferma il regista Francesco Martinelli, "dentro le regole che Beckett impone" la libertà della propria interpretazione.
Sulla scena spoglia e circondata da sedie di legno da cui il coro stigmatizzava gli eventi, solo un albero, senza foglie sotto cui Vladimiro ed Estragone passavano la loro esistenza, aspettando Godot: qualcosa o qualcuno che non sarebbe giunto mai.
Il lavoro con gli alunni, oltre all' acquisizione delle tecniche di recitazione, ha permesso di "tirare fuori" quella voce che è altro da sé. Quella voce che parla dentro e che invade la mente. Quella voce dell'anima che nessuno, oggi, si ferma più ad ascoltare.
Il percorso teatrale ha incrociato i temi affrontati nell'attività didattica: il linguaggio, il corpo, lo spazio, il tempo, l'attesa.
Il teatro è stato occasione per un percorso di conoscenza sul tema della solitudine dell'uomo moderno che si trova ad affrontare la perdita di Dio in una condizione di rassegnazione, impotenza e ignoranza incolmabili.
Molto interessante è risultato il prodotto finale: raffinato e, nel contempo, fruibile da chiunque nonostante la lingua utilizzata per la recitazione fosse non solo l’italiano, ma l’inglese, il francese, il tedesco e, persino, il dialetto locale. Gli studenti hanno potuto, attraverso questa innovativa sperimentazione, dimostrare, innanzitutto a se stessi, l’acquisizione di sicure competenze linguistiche rinforzando altresì le personali motivazioni allo studio.
I docenti e gli studenti ringraziano il regista Francesco Martinelli per la grande professionalità con cui li ha guidati in questa avventura e il Dirigente Scolastico prof.ssa Nunzia Tarantini perchè ha voluto lanciare una sfida, un laboratorio teatrale in lingua straniera, accolta con entusiasmo, credendo nel teatro come mezzo per fare scuola e cultura.