Dopo la seconda guerra mondiale, il termine "Giusti tra le nazioni" è stato utilizzato per indicare i non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita

Don Pietro Pappagallo sarà proclamato da Israele "Giusto fra le nazioni"

Il nipote: «Questa menzione rappresenta il più importante riconoscimento al mondo per chi ha combattuto l'Olocausto. Come terlizzesi, prima ancora che come familiari, questo è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione»

Attualità
Terlizzi sabato 14 luglio 2018
di La Redazione
don pietro pappagallo
don pietro pappagallo © 30 ore

Don Pietro Pappagallo sarà nominato "Giusto tra le Nazioni". La proclamazione ufficiale avverrà presso il parco-museo dell'istituto Yad Vashem a Gerusalemme.

"Vorrei comunicarvi che quest'oggi [ieri, n.d.r.], in qualità di familiari, abbiamo ricevuto da Gerusalemme la notizia che presto il nome di Don Pietro Pappagallo sarà menzionato come Giusto fra le Nazioni presso il Parco-Museo dello Yad Vashem - conferma a TerlizziLive Giuseppe Pappagallo, uno dei nipoti del parroco terlizzese, martire delle Fosse Ardeatine nell'eccidio del 1944. "Questa menzione rappresenta il più importante riconoscimento al mondo per chi ha combattuto l'Olocausto. Come terlizzesi, prima ancora che come familiari, questo è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione".

Dopo la seconda guerra mondiale, il termine "Giusti tra le nazioni" è stato utilizzato per indicare i non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah.

Lo Yad Vashem invierà nelle prossime settimane una medaglia e un certificato d'onore presso l'ambasciata israeliana a Roma, dove fra qualche mese si svolgerà una cerimonia ufficiale in onore di Don Pietro Pappagallo. In futuro, specifica il governo israeliano nella lettera ufficiale indirizzata ai familiari del parroco, il nome di Don Pietro sarà inoltre scolpito nel muro d'onore nel Giardino dei Giusti nel parco-museo di Yad Vashem.

"Un giusto riconoscimento del suo sacrificio, ma soprattutto dell'impegno a favore di lavoratori, oppressi, ultimi, a prescindere da credo religioso, ideologia politica o nazionalità. Una occasione per non dimenticare una pagina buia del passato. Che sia di monito per il presente e per il futuro", commenta il consigliere comunale Volpe.


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