Ieri l'Ac ha protocollato presso il Comune un documento a sostegno della legge

L'Associazione Cattolica si schiera a favore dello Ius Soli

L'Ac chiede ai Sindaci e ai Consiglieri comunali di portare in consiglio uno specifico punto all’ordine del giorno per formulare una mozione consiliare in sostegno alla Legge

Attualità
Terlizzi mercoledì 10 gennaio 2018
di La Redazione
ius soli
ius soli © n. c.

Protocollata ieri mattina nelle sedi comunali delle quattro città della Diocesi una nota dell'Azione Cattolica diocesana con la quale si richiede un ordine del giorno e mozione consiliare in sostegno alla Legge sullo “Ius Soli”.

"Nello specifico l’Azione Cattolica della diocesi di Molfetta - Ruvo di Puglia - Giovinazzo - Terlizzi, nell'ambito di un percorso di sensibilizzazione sul tema, che ha già portato alla redazione del documento 'Diritto di cittadinanza: ricchezza per il nostro futuro o minaccia per il nostro presente?' e all'affissione di un manifesto nelle plance delle quattro città della diocesi, e che continuerà nei prossimi mesi con la realizzazione di specifiche esperienze formative nelle scuole e nelle parrocchie, chiede ai Sindaci e ai Consiglieri comunali di portare in consiglio comunale uno specifico punto all’ordine del giorno per formulare una mozione consiliare in sostegno alla Legge sullo 'Ius Soli'", si legge in una nota della Ac.

"L'auspicio - continua il comunicato - è che la mozione preveda almeno l’impegno a :
1. compiere ogni azione nei confronti del futuro Parlamento e Governo per sostenere pubblicamente ed ufficialmente il percorso di approvazione della legge cosiddetta dello ius soli (DDL 2092);
2. promuovere una serie di iniziative tese a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, il cui fine deve essere rappresentato dalla valorizzazione delle diversità, evitando fenomeni di esclusione e di diffusione di messaggi che generino paure ed insicurezze;
3. conferire simbolicamente la cittadinanza onoraria (o cittadinanza civica) ad eventuali bambini nati nel territorio italiano da immigrati stranieri e al momento residenti nelle quattro città della diocesi, come atto di indirizzo politico volto all’inclusione e all’integrazione e come auspicio per un effettivo riconoscimento della cittadinanza italiana da parte del legislatore nazionale".

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