Primo giorno di scuola con giallo

Scoppia il caso Polo Liceale: «No al riassetto del corpo docente, si tuteli identità Liceo Classico»

La comunità degli ex studenti del Liceo Classico "Sylos" insorge contro il possibile "rimpasto" del corpo docente all'interno del Polo Liceale per l'anno scolastico 2017-2018

Attualità
Terlizzi giovedì 14 settembre 2017
di La Redazione
Nuovo polo liceale a Terlizzi
Nuovo polo liceale a Terlizzi © N.c.

Primo giorno di scuola con giallo al Polo Liceale Sylos-Fiore.

Sta circolando in queste ore sul web la notizia - confermata, peraltro, da più parti - di un radicale riassetto che il dirigente scolastico starebbe per promuovere all'interno del corpo docente dell'istituto terlizzese in vista dell'incipiente anno scolastico 2017-2018.

L'incombente rimpasto, che potrebbe riguardare anche alcuni storici professori del Liceo Classico ricollocandoli su differenti indirizzi di studio, non piace però agli ex studenti dell'istituto terlizzese, che si stanno mobilitando per contrastarlo, adesso che gli orari scolastici sono ancora provvisori.

Per questo motivo una rappresentanza di ex studenti ha redatto e diffuso su una piattaforma di istanze on line, Change.org, una lettera aperta per chiedere alla dirigente scolastica Anna Maria Allegretta di tornare sui propri passi, rivedendo il suo orientamento. Di seguito il testo integrale dell'appello, che è stato indirizzato, oltre che alla stessa Dirigente Scolastica, anche all'Ufficio Scolastico della Regione Puglia e al suo direttore generale, Anna Cammalleri.

"Siamo ex-studenti ed ex-studentesse che negli ultimi trent'anni hanno frequentato il Liceo Classico Carmine Sylos di Terlizzi - è l'esordio della petizione -. La nuova assegnazione dei docenti alle classi prevista per l'anno scolastico 2017-2018 ha comportato uno smembramento del corpo docenti del Liceo Classico di Terlizzi e una parcellizzazione degli insegnamenti. Sappiamo anche di un malcontento espresso dei genitori che non hanno compreso e accettato questa decisione.

Non comprendiamo di fatto la motivazione didattico-professionale di questa scelta, ma crediamo che questo porti ad un graduale indebolimento di una realtà culturale come il Liceo Classico di Terlizzi nel territorio.

Siamo ex-studenti ed ex-studentesse, negli anni siamo diventati medici, avvocati, commessi, impiegati, commercianti, bancari, giocolieri, imprenditori, insegnanti. Negli anni ciascuno di noi ha camminato nella propria vita professionale e personale. Abbiamo fatto nascere dei figli, abbiamo acceso dei mutui, qualcuno è partito, qualcuno è tornato, qualcuno è restato.

Sempre con il nostro calderone appresso, il calderone degli anni del Liceo. Chi non ha un calderone degli anni del Liceo, dal quale tirar fuori all'occorrenza ricordi di interrogazioni scampate, di scherzi, di aneddoti su cui ridere fino a notte fonda con i vecchi compagni di scuola? In quel calderone poi ci sono tutte le cose che abbiamo imparato, impastate da quello che è venuto dopo. Forse il giudice ricorderà le spiegazioni magistrali dell'Antigone, lo psicologo forse penserà a Speculum di Irigaray, il medico troverà il greco nelle malattie, l'insegnante penserà a Sisifo.

Ma nel calderone degli studenti del Liceo Classico Carmine Sylos non c'è solo la nostalgia. C'è un nodo, un groviglio che ha a che fare con un'idea di comunità. Frequentando quella scuola infatti abbiamo imparato a volgere lo sguardo oltre noi, politropi come Ulisse, abbiamo imparato a vivere dentro una comunità cercando, ognuno a proprio modo, di trasformarla e migliorarla.

Questo l'abbiamo imparato grazie alla presenza di docenti appassionati che con abnegazione hanno lavorato per trent'anni alla costruzione di un'idea nuova di scuola e di comunità, dedicando il loro tempo – oltre a quello regolarmente retribuito – ad iniziative pubbliche sul territorio, coltivando relazioni e reti con le persone, mettendo in atto una lenta e potentissima trasformazione del mondo. (Che poi è quello che la scuola dovrebbe fare.)

L'identità del Liceo Classico di Terlizzi va difesa perché è una ricchezza della nostra comunità, di
tutta la comunità, non solo di chi ha frequentato o frequenta quella scuola.

Chiediamo quindi alla Dirigente dott.ssa Allegretta, al Collegio Docenti del polo liceale di preservare e proteggere questa ricchezza che non è il pericolo di un manipolo di intelletualoidi, ma la ricchezza di una scuola intera e di una comunità."

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